Riprendendo una vecchia bordata polemica che fece rumore nella città, anche questa amministrazione comunale si sta guadagnando il titolo di gestore del condominio, una espressione che non è negativa se riferita ai professionisti della contabilità ma che prende una accezione tuta diversa se riferita ad un Sindaco e ad una Giunta che dovrebbero guardare all’evoluzione di una città come sintesi di una progettazione urbanistica, economica, culturale, dei servizi e non seguire i temi dei rattoppi delle strade o dello sfalcio , lasciando queste incombenze agli uffici cui andrebbero dati solo indirizzi e soldi, salvo poi verificare gli esiti di questa delega.  Ora che siamo in piena definizione del PNRR i cittadini avrebbero diritto a conoscere se c’è un disegno complessivo di sviluppo, in che direzione, in che tempi, con quali azioni specifiche. Nel dettaglio, vorrebbero sapere , al di là delle rassicurazioni di rito, se la vita può tornare al centro storico, come farla tornare, se si è programmato il riuso dei contenitori, se si vuole portare la facoltà di lettere al centro storico per rimarcarne la funzione aggregatrice dal punto di vista culturale, se si vuole dare un futuro alla Torraca come uffici con tanto di parcheggio interrato, se si vuole recuperare la caserma dei carabinieri di via Pretoria, se e quando si faranno i sei ascensori di via Cavour, se la Fal deve portare a termine il progetto della metropolitana e come, se si vuole mettere qualcosa al posto del rudere dell’Ariston e se e quando finisce la martoriata storia dello storico edificio della Biblioteca in corso garibaldi.. Cose da Sindaci e da assessori che studiano, elaborano idee, le lasciano partorire dai professionisti, e le portano alla conoscenza dei cittadini.  Invece la città è totalmente privata di questo tipo di conduzione e, se c’è, è nascosta ai più, è materia da servizi segreti o da dibattiti clandestini, esattamente come avveniva in quel periodo storico citato all’inizio dove in realtà non c’era una gestione condominiale, ma le scelte erano secretate, come brevetti di autore o come progetti per pochi. Contribuisce a far aumentare questo distacco tra Amministrazione in senso lato e cittadini anche l’atteggiamento dell’opposizione da cui non è arrivato qualcosa che potesse anche lontanamente assomigliare ad una proposta ragionata, se si eccettua il contributo di Basilicata possibile per la gestione del parco fluviale. Il vulcanico ex assessore Falotico ,che tanto si è dato da fare per la cultura, può chiedere per esempio se quel famoso progetto della via herculea si è fermato in qualche viottolo di campagna e dove e perchè. Oppure l’ex assessore Pergola può chiedere che vuole fare la Fal per il potenziamento della metropolitana, ovvero si può portare in discussione una proposta articolata per collegare i rioni al centro storico a partire da una revisione della verticalità che, così come è stata fatta, a corrente alternata, con molti camminamenti e molte pause va profondamente modificata? E per la cicloviabilità come nuovo maxi attrattore turistico, si è preso l’assessore al turismo la briga di riaprire i fascicoli di quel famoso progetto di completamento a fini di viabilità sostenibile della meravigliosa tratta ferroviazia Potenza-laurenzana a partire dal piazzale delle Fal a rione Gallitello? Così tanto per rispondere alle domande che una comunità che guarda al futuro delle nuove generazioni si dovrebbe porre, alla vigilia di un piano europeo che guarda ai giovani e all’ambiente. Fateci sapere . Rocco Rosa