La relazione della Procura di Potenza sul disastro Eni , con la puntigliosa esposizione delle gravi omissioni, consegna l’immagine di una Azienda petrolifera che ha avuto sinora un solo scopo: fare soldi fregandosi di tutto e di tutti, proprio come il più spregiudicato degli affaristi privati. Sapere che dal 2012 i serbatoi incominciavano a bucherellarsi e che la dirigenza anziché correre ai ripari ha tirato avanti per non creare grane a Milano o per non pregiudicare il rendimento aziendale, è qualcosa che dovrebbe superare i confini di una vicenda giudiziaria locale e diventare oggetto di una inchiesta specifica del Parlamento. Qui non parliamo di uno sbaglio, una disattenzione, un sistema di controllo insufficiente: parliamo di cose che si conoscevano e che non sono state affrontate ben sapendo che il territorio ne avrebbe subito un danno incalcolabile. Basterebbe questo per dire che  questa presunta autonomia operativa che l’Eni si riserva nella sua azione, parlando come Stato e agendo come privato, non può continuare e che il solo modo di affrontare il tema del petrolio è mettere sotto vigilanza stretta tutto il processo estrattivo, con porte aperte 24 ore all’attività ispettiva e di controllo. La stessa richiesta della Syndial di bonificare in sito le acque di scarto , scaricando presunte acque pulite nel depuratore del Consorzio, è  addirittura improponibile , proprio per la spregiudicatezza e per la irresponsabilità di questo comportamento tenuto. Ecco perché l’assessore Cupparo anziché  lasciarli fuori dalla discussione sul petrolio, deve  fare dei comitati e delle associazione il punto di forza della posizione regionale, perché è solo grazie ad essi che si è riusciti a scavare nel tunnel dell’ostruzionismo armato della compagnia petrolifera. E in questo scenario diventa grottesco che associazioni come la Coldiretti stingano accordi essenzialmente diretti a  salvare la faccia alla compagnia addirittura facendone partnership della promozione dei prodotti agricoli di qualità. Non voglio immaginare una confezione di fagioli di sarconi o di canestrato di Moliterno con lo stemmino sotto del cane a sei zampe. rocco rosa