La presenza lucana è ,come detto, con la poesia di Pierro, che riuscì a dare al dialetto tursitano una particolare suggestione e vitalità, esportandolo nel mondo. Le sue liriche tradotte in tutte le lingue. L’altra è del giornalista Cacciatore, che nella sua lunga attività ha collaborato con la Rai ,Ansa e varie testate. Oggi è direttore de “la Città”. Largo il suo impegno nel sociale. A lui va ascritta l’istituzione a Melfi del Museo Archeologico e l’intitolazione a Massimo Pallottino. Per circa 40 anni presidente Pro Loco, da lui rifondata e intitolata a Federico II. Ha ricoperto anche la carica di Assessore alla Cultura della città.
È autore di libri di saggistica, narrativa e poesie. Con il M.° Claudio Dall’Albero del Conservatorio S. Cecilia ha composto il madrigale “La leggenda dell’aquila di Federico”. La raccolta dei suoi versi ” ‘O core ‘e Napule”, presentata a Napoli nella Giornata Mondiale del Libro, dà nell’antologia “Radici” il titolo ad uno dei capitoli dell’opera. In questa sezione con gli autori di oggi sono presenti le grandi firme della del lirismo napoletano da Di Giacomo a Viviani, a Russo, Capurro e Murolo. Una pubblicazione di grande interesse che ci porta a scoprire le nostri origini attraverso il dialetto, a ritrovare identità lontane e dimenticate.
