Bernie Ecclestone è stato licenziato. A 86 anni suonati, il top manager della F1 è costretto alla pensione dai nuovi proprietari cui aveva rivenduto il suo Circus. Liberty Media ha infatti formalizzato a inizio settimana il suo esonero da CEO (amministratore delegato) del baraccone.
«Sono stato spodestato, e me ne sono semplicemente andato». Il povero Bernie – per modo di dire, essendo miliardario – non l’ha presa bene. «Sono Presidente onorario, anche se non so cosa significhi!»
Dopo la lunga monarchia del manager inglese arriva un triumvirato che gestirà la serie più prestigiosa del panorama automobilistico internazionale. Al vertice ci sarà Chase Carey, nuovo Chief Executive Officer del F1 Group. Ma altri due uomini-chiave giocheranno un ruolo di primo piano nella gestione della categoria. Il primo è Sean Breatches, che si occuperà della parte commerciale. Nel suo curriculum c’è un passato alla ESPN, emittente televisiva americana (oltre a essere la tivvù a stelle e strisce della F1).
L’altro personaggio di calibro è Ross Brawn. Proprio lui: ex direttore tecnico Ferrari e Mercedes, vincitore del titolo 2009 con la scuderia omonima, sarà lui a sbrigare le «pratiche sportive» del F1 Group. In qualità di Direttore generale degli sport motoristici per Liberty Media, gestirà i rapporti tra le squadre. Gran parte della stampa specializzata commenta con favore questa scelta di Carey, auspicando in Brawn una gestione più esperta e attuale della F1 (Ecclestone, giusto pochi anni fa, era arrivato a proporre di introdurre le scorciatoie nei circuiti di gara…).
Liberty Media era riuscita ad aggiudicarsi la F1 qualche mese fa, contrattando direttamente con Ecclestone. Era da anni nell’aria la decadenza di Ecclestone al vertice della gestione dello sport: il vecchio Bernie non ha mai preparato la sua successione ma al tempo stesso a 86 anni di età non poteva certo sperare di portarsi la categoria nella tomba. Ecco perché, giusto pochi anni fa, si ipotizzava che addirittura gli Agnelli avrebbero potuto acquisire la serie grazie a Exor, la cassa di famiglia. Prospettiva che però non si realizzò. Ma il cambio di proprietà prima o poi sarebbe avvenuto e quando Liberty Media ha assunto il controllo del gruppo, fin da subito si è palesato l’interesse americano a prendere il controllo del nuovo giocattolo.
Bernie è apparso di troppo. Le telecamere di Sky lo inquadravano nervoso qualche GP fa, mentre presentava il paddock ai nuovi proprietari. Ma siccome Mister E non ha voluto farsi da parte da solo, Liberty Media ha deciso di farlo fuori. Un lavoretto concluso nel periodo invernale per non scompigliare le acque a campionato in corso. E che adesso porta tutte le luci sui nuovi boss.
La nuova gestione ha un’enorme gatta da pelare. Gli eccessivi costi e la mancanza di spettacolo, lo squilibrio prestazionale a favore dei grandi team e i continui fallimenti delle piccole squadre. Per ultima la Manor GP, che ha annunciato il suo ritiro dalle competizioni F1 nel 2017. La speranza che le cose migliorino anima tutto il Circus. Già pronto a dimenticare chi lo ha reso grande. «Ma sono ancora abbastanza ricco da venire a vedere un GP o due» commenta Ecclestone.
