La mozione presentata dal consigliere di Forza Italia, Bellettieri, sul finire della ultima riunione del Consiglio regionale, relativa alla necessità di adeguare gli atti modificatori della gara sui trasporti pubblici locali è qualcosa che ha dell’incredibile, nel metodo e nel merito, per il semplice fatto che la gara è già in corso e non può essere il Consiglio regionale a chiedere alla Giunta di apportare modifiche in corso d’opera, soprattutto quando questa non ha ravvisato, sua sponte, l’esigenza di fermarne in autotutela l’iter per sopravvenuti motivi . La cosa diventa poi assurda e paradossale quando questa mozione va esattamente a toccare, sempre a gara aperta, il punto fondamentale che ha portato la giunta a vararla. E cioè il divieto di presentare offerte per più lotti da parte della stessa ditta. Uno stravolgimento totale che inficia nella sostanza la procedura , ridando spazio a quella concentrazione di interessi che si era consolidata negli anni con l’aggiudicatario unico e che proprio il Governo Bardi aveva voluto evitare. Come leggere questa iniziativa? Come un modo per salvarsi l’anima personale di fronte ad un fatto che ormai si è consolidato? Come una pressione verso la ormai prossima decisione del Tar chiamato a esprimersi su alcuni ricorsi? Sicuramente c’è necessità che l’opinione pubblica sappia come stanno le cose, non essendo bastevole la premessa che il consigliere Benedetto fa nella mozione, quando sostiene che il Covid ha cambiato la domanda di trasporti e c’è bisogno di riadeguarla . Ma se l’avviso di gara è di pochi mesi fa, a Covid terminato, possibile che l’analisi del bisogno che sottende alla gara sia precedente al Covid?. Sarebbe come dare dell’ incompetenza piena alla Giunta regionale. Più che giustificato il duro commento che il nostro Pietro Simonetti fa su questa incredibile vicenda :
PIETRO SIMONETTI
In terra lucana dove la gestione dei servizi di trasporto ferroviario è improntata alla mera cascata di appalti e a lavori che durano decenni ,con investimenti miliardari e scarsa resa in servizi e infrastrutture , può accadere che venga presentato in Consiglio un documento per chiedere al Presidente della Giunta di intervenire, a gara d’appalto dei servizi pubblici di trasporto in corso,per adeguare gli schemi di programmazione e gli atti di gara”.
Forse è la prima volta a livello europeo di una richiesta del genere , iniziativa che chiama in causa anche la disattenzione degli Uffici per quello che appare un immotivata e scorretta ingerenza di un organismo legislativo negli atti propri dell’Esecutivo regionale, a fronte di una gara bandita, dopo la definizione del piano di programmazione e la pubblicazione ,da parte della struttura competente, dell’avviso di gara. Gara che si tiene ben 17 anni dopo quella effettuata nel 2007, con tutta una serie di proroghe giustificate in malo modo , stante la riluttanza dei vari governi regionali ad intervenire nella materia.
Sta di fatto che , subito dopo l’emanazione dell’avviso, è iniziata la guerriglia dei ricorsi al Tar, che deciderà nelle prossime settimane : richieste di audizione in Regione sono state avanzate da sostenitori esterni sindacali che agitano presunti licenziamenti, pur sapendo della esistenza della clausula sociale per mantenere l’occupazione degli attuali dipendenti.
Insomma:la gara non piace.! Evidentemente è meglio fermarla e continuare ad avere servizi duplicati,corse fantasma ed aree di precariato per il personale nonchè remunerazioni per i direttori di esercizio di ogni singola azienda visto che Acotrab sembra essere solo un centro di certificazione dei bilanci con soli due dipendenti.
Il Consorzio ha un fatturato nel 2022 di oltre 51 milioni e negli anni ha pure liquidati ricavi alle consorziate.
Restiamo in attesa di vedere cosa succederà in Consiglio dopo l’iscrizione del documento allegato, il comportamenti della Presidenza e degli uffici preposti e di tutti gli altri di fronte al contenuto della richiesta avanzata chiaramente in contrasto con il regolamento e le norme vigenti, che regolano ile competenze di ciascun organo istituzionale.
