I capelli bianchi ci consentono di poter dire che su questi avvisi di garanzia a ridosso del voto ed in piena campagna elettorale, ci sono da mettere molti punti interrogativi. E’ vero che non è detto che a Siena possano conoscere tutti i candidati in lizza sul territorio, ma Caiata non è proprio un quisque de populo e qualche notizia sulle sue avventure calcistiche o sulle sue scelte politiche dovrebbero pur essere arrivate . Anche perché la questione non è di oggi ma è iniziata almeno un anno fa, quando addirittura Caiata avrebbe chiesto tramite il suo avvocato di chiarire la questione davanti agli stessi magistrati inquirenti. Sul merito della quale nessuno entra, prima perchè siamo solo alla fase di indagine, secondo perchè l’esperienza ci dice che su queste cose non c’è da mettere la mano sul fuoco e che spesso si rivelano innocue, dopo aver ammazzato politicamente una persona. Come dire arrivano quando è troppo tardi e il danno e’ già fatto.  Ma proprio la circostanza messa in luce dal suo avvocato, riferita dall’Huffington post, se confermata metterebbe in altra luce l’intera vicenda e acquisterebbe una enorme importanza sul piano politico perché o non ha riferito a di Maio questa sua vicenda giudiziaria che sarebbe stata pregiudizievole alla sua candidatura, oppure Di Maio ne era a conoscenza e non le ha dato il giusto peso, contravvenendo alle impostazioni che egli stesso aveva dato nelle selezioni dei candidati esterni. E a giudicare dallo sperticato elogio che proprio a Potenza Di Maio ha fatto dell’imprenditore di origini potentine come esempio di amore e dedizione al territorio, c’è da credere che sicuramente non ne sapesse niente. Il problema è dunque lo stesso che ha riguardato quella decina di parlamentari che hanno inguaiato l’immagine di pulizia, trasparenza ed onestà del movimento, e che sono già stati dichiarati fuori dal movimento, che vincano o perdano le elezioni. Caiati è nella possibilità di vincerle da candidato di colelgio, il che non è cosa di tutti i giorni, giacchè l’uninominale è come un cavallo che si porta sulla groppa anche i candidati messi al proporzionale, tra cui un parlamentare uscente. Che farà Di Maio? Per ora prende tempo, ha chiesto le carte e sembra che nella documentaizone chiesta ai candidati non ci fosse nessun riferimento alla vicenda. Domani si vedrà.