Superate le strettoie di un atteggiamento provincialistico sulla originalità della proposta di legge a firma della consigliera Dina Sileo, ( ad un legislatore si chiede di fare provvedimenti utili e che magari hanno già scontato esperienza positive, non di lavorare di fantasia) ,l’infermiere di comunità ha raggiunto il traguardo dell’approvazione da parte del Consiglio regionale, con alcuni emendamenti che ne hanno ampliato la portata e che , se passano il vaglio governativo, sono in grado di stabilizzare la platea dei precario Covid, cioè tutte quelle persone che in piena pandemia hanno risposto alla chiamata di lavoro pericoloso e precario. Altri emendamenti importanti riguardano il rapporto tra organico delle nuove figure in Basilicata e popolazione in maniera da coprire tutti i Comuni, soprattutto quelli più isolati e spopolati dove la sanità privata non arriva perchè manca il business. Una grande soddisfazione per la consigliera Sileo e una unanime riconoscimento per un provvedimento che ci voleva e che ha visto la partecipazione ed il coinvolgimento di tutti i consiglieri interessati,di qualunque settore dell’aula, cosa molto rara da vedere in questa legislatura regionale. Ben venga la prima e giudizio positivo su questa vittoria del buon senso che anticipa la riforma sanitaria e si muove sul solco delle proposte progettuali fatte da Agenas e contenute anche nel piano nazionale sulla sanità che si dispiegherà con i finanziamenti del PNRR.  Onesto il commento di Mario Polese e Luca Braia di Italia Viva : Diamo atto che si avanza di qualche passo con questa proposta di legge, proposta utile ed efficace per l’intero sistema. Riteniamo fondamentale,  oggi più che mai assicurare un supporto concreto e tangibile, da parte della Regione Basilicata, a tutti coloro che versano in condizioni di fragilità, non autosufficienza e difficoltà economica, garantendo un servizio infermieristico quanto più ramificato possibile sul territorio e che ha conoscenza dei contesti sociali. Del servizio però bisognerà valutare la reale fattibilità e come Gruppo consiliare monitoreremo affinché questo accada”. Intanto proprio Italia Viva si è resa promotrice di un  emendamento per la stabilizzazione del personale sanitario assunto in emergenza covid, che riguarda oltre 400 operatori: E’ è un primo e importante passo, commenta Polese, a cui si aggiungono l’estensione alle farmacie territoriali come luogo dove gli infermieri di comunità potranno svolgere le attività e poi anche un altro nostro emendamento che, dal punto di vista economico, rende attuabile nel tempo la stessa, in quanto prevede che le risorse debbano essere ricercate, dal 2022, nel Fondo Sanitario. “La pdl che abbiamo contribuito a definire – dicono ancora Braia e Polese – è chiaramente parte della riforma sanitaria indirizzata dal Pnrr  nazionale e, di fatto, ne anticipa un pezzo significativo che però avremmo voluto fosse da esso anticipata per logica e strategia. Una pianificazione che sarebbe dovuta arrivare prima per la sanità lucana. Anche i cinque stelle non nascondono la soddisfazione di aver contribuito al successo dell’iniziativa legislativa cui – dicono Carluccio,Leggieri e Perrino-non poteva mancare il nostro appoggio .Ci auguriamo che tutto questo entusiasmo si declini in operazioni concrete nel momento in cui si discuterà la riforma sanitaria regionale”.