SILVIA FAVULLI

L’ innovazione è un tema di grande attualità . Essa e’ prospettata come la vera chiave di svolta per un effettivo sviluppo ed una duratura crescita economica del nostro Paese.

Solitamente quando si parla di innovazione il pensiero corre al settore  tecnologico,  ma si può ormai affermare che essa investe in modo trasversale, tutti gli ambiti della nostra esistenza, aiutandoci a migliorarla non solo da un punto di vista economico, quanto piuttosto generando benessere per la collettività, che puo’ giovarsi dei risultati e  delle risposte ai suoi nuovi bisogni.

Innovare significa anzitutto partire dalle idee. È dall’idea nuova,infatti, che scaturisce un prodotto mai esistito in precedenza, un processo di azione mai utilizzato, un approccio ad un problema che, più facilmente rispetto al passato, conduce ad una soluzione.

Quando c’è l’idea nuova la prima cosa che viene in mente all’innovatore è quella di renderla operativa, per fare in modo che la stessa sia produttiva di risultati per sé e per chiunque possa giovarsene. Molte volte, anzi nella maggior parte dei casi, pero’, le idee da sole non bastano. Per farle decollare  e’ fondamentale avere la consapevolezza che non sarà semplice, ma che occorrerà resistenza, tenacia e forza di volontà per fare fronte alle difficoltà che inevitabilmente si incontreranno. Innovare non è affatto facile, ma è sicuramente possibile, ed è anzi una strada da percorrere, come già evidenziato, per intercettare e soddisfare nuovi bisogni e, in definitiva, per crescere.

Per conseguire buoni risultati, dunque, non basta l’idea buona che magari puo’suscitare iniziali entusiasmi , ma occorre puntare sul rafforzamento delle qualità della persona e fare in modo che possa inserirsi in un circuito di scambi virtuosi, in altre parole in una rete.

Attraverso la rete è agevolato l’accesso a tutte le competenze diversificate che sono necessarie per fare innovazione e si crea un’osmosi che produce a sua volta idee sempre nuove da sviluppare.

Mediante l’incontro, lo scambio di professionalità, ma anche e soprattutto di pensieri, si genera una crescita collettiva e democratica.

Per questo nascono e si sviluppano, anche in Basilicata, i cosiddetti Hub, incubatori, acceleratori d’impresa, coworking che, attraverso le reti, cercano di dare risposta alla domanda di innovazione che proviene dai territori.

Sono luoghi in cui chi ha un’idea può sentirsi meno solo, essere supportato a svilupparla in maniera efficace, trovare dei partner per costruire il proprio team ed evolvere nella sua vita lavorativa e personale, generando sviluppo per sé e per gli altri.

L’innovazione quindi ha tante facce, richiede essa stessa nuovi linguaggi e nuovi network, poiché passa attraverso la costruzione di reti creative, cui probabilmente non si è ancora del tutto abituati ed educati.

La rete, infatti, è  essa stessa uno strumento innovativo che, se utilizzata correttamente, consente di creare rapporti paritari tra soggetti provenienti da diversi ambiti professionali e territoriali, attrarre investimenti e sviluppo, mediante la diffusione di idee e servizi.

L’innovazione della rete risiede nella possibilità di mettere insieme le persone, processo non semplice ed il cui risultato positivo non è sempre così scontato. Occorre, infatti, insistere sulla necessità di creare comunità democratiche in grado di dialogare in maniera costruttiva e di appianare i contrasti e le divisioni in nome della crescita collettiva. L’innovazione parte da qui.