Al di là di qualche sconsiderato, che evidentemente è sicuro che il virus sa riconoscere gli imbecilli e lo evita, la gran parte dei lucani sta rispondendo con senso civico all’invito a stare a casa, invito che non è più solo delle autorità, ma di associazioni, di insegnanti e anche, come è dato vedere di recenti, di gruppi face book che si organizzano per una incessante opera di sensibilizzazione. IL problema però è che una intera popolazione, decurtata di quella parte che lavoro e che affronta l’emergenza da diversi aspetti della salute e della sicurezza pubblica, operatori sanitari, protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri e polizia, oss e inservienti, vive a casa ma non sta affatto tranquilla ed è preoccupata dal fatto che questa operazione del resta a casa, si sta trasformando in una sottovalutazione delle problematiche sanitarie di chi si è rinchiuso volontariamente tra le mura domestiche, sia che abbia il contagio sia che non l’abbia. E’ già il terzo caso di persone che vengono acchiappate per i capelli all’ultimo momento ,quando sotto pressione dei loro familiari, minacciano il servizio pubblico di chiamare i carabinieri per mancato soccorso. Qualcuno addirittura è arrivato all’ospedale in condizioni così critiche da rendere la corsa in ambulanza l’ultimo viaggio della vita. Ora questa cosa è insostenibile e , se si vuole evitare una rivolta dei cittadini che, di fronte alla scelta fra la vita e la morte dei loro familiari scelgono la prima al di là delle regole e dei divieti, bisogna organizzare subito quelle squadre di soccorso domiciliare che dovrebbero rapportarsi con quella utenza che , per età, patologie, sintomi, presentano un quadro complesso e che merita una grande attenzione, e, con essa, il tampone prima di tutto. Si provveda, come pure recita un odg del Consiglio, a creare le squadre ed a munirla delle attrezzature di salvaguardia dal contagio, così come è stato fatto a Piacenza con ottimi risultati, e si smetta di tenere un atteggiamento a telefono del tipo di chi cerca di tenere buono l’interlocutore minimizzando il pericolo e sostanzialmente affidando l’ammalato non al sistema sanitario ma alla sorte. ROCCO ROSA

COPERTINA TRATTA D FB

❤️IO RESTO A CASA❤️

Gruppo Pubblico1512 membri- si ringrazia Lucia Molino