Il corpo sociale si sente rancorosamente vittima di un sistema di casta. Il mondo politico si arrocca sulla necessità di un rilancio dell’etica e della moralità pubblica (passando dal contrasto alla corruzione dei pubblici uffici all’imposizione di valori di onestà e trasparenza delle decisioni). Le istituzioni (per crisi della propria consistenza, anche valoriale) non riescono più a «fare cerniera» tra dinamica politica e dinamica sociale, di conseguenza vanno verso un progressivo rinserramento. Delle tre componenti di una società moderna (corpo sociale, istituzioni, potere politico) sono proprio le istituzioni a essere oggi più profondamente in crisi. Per tutta la nostra storia (nel periodo risorgimentale, nella fase pre-fascista, nel ventennio fascista, nell’immediato dopoguerra) è stata la potenza e l’alta qualità delle istituzioni a fare la sostanza unitaria del Paese. Ma oggi le istituzioni sono inermi (perché vuote o occupate da altri poteri), incapaci di svolgere il loro ruolo di cerniera. Si afferma così un inedito parallelo «rintanamento chez soi»: il mondo politico e il corpo sociale coltivano ambizioni solo rimirandosi in se stessi. La politica riafferma orgogliosamente il suo primato progettuale e decisionale, mentre il corpo sociale rafforza la sua orgogliosa autonomia nel «reggersi». Sono destinati così a una congiunta alimentazione del populismo. È tempo per il mondo politico e il corpo sociale di dare con coraggio un nuovo ruolo alle troppo mortificate istituzioni. Tuttavia il rapporto nel capitolo ‘La societa’ italiana al 2016′ sottolinea come in Italia non hanno preso quota forti ondate di populismo neo-nazionalista, anche se ci sono “robuste minoranze di arrabbiati”. L’uscita dall’Unione europea, ad esempio, trova contrario il 67% dei cittadini, ma con un 22,6% di favorevoli e un 10,4% di indecisi. Il ritorno alla lira e’ contrastato dal 61,3% degli italiani, ma i favorevoli sono il 28,7% e gli indecisi il 10%. Contrario alla rottura del patto di Schengen e alla chiusura delle frontiere e’ il 60,4% dei cittadini, il 30,6% e’ favorevole e gli indecisi sono il 9 per cento.