Prima arriva questa notizia: test truccati per accedere alla Facoltá di Medicina della Federico II a Napoli. Poi arriva quest’altra (un po’ meno inusuale, per la veritá): concorsi truccati e scambi di favori fra baroni e baronetti del mondo accademico italiano.
Tramortiti da questo uno-due, stiamo con la testa insaccata nelle spalle ad aspettare un botto. Oppure stiamo con la testa insaccata nelle spalle per lo sconforto. Non c’é un palmo di netto, avrebbe detto mio nonno, ma forse non immaginava quanto questo si sarebbe rivelato vero, molti anni dopo la sua morte. La sconfortante ipotesi che si fa strada nei cittadini é che davvero – davvero – non sia piú possibile fare affidamento su nessuna istituzione. Se un carabiniere puó stuprarti con la scusa di accompagnarti a casa, se un poliziotto puó picchiarti fino ad ucciderti ad una manifestazione, se l’accesso all’Universitá tanto come studenti che come insegnanti é falsato dall’interno, se i magistrati sono corruttibili, i medici e le infermiere possono essere assassini … chi ci resta? di chi possiamo fidarci?
Foto Vincenzo Livieri – LaPresse
Va bene, sono esempi di cronaca. Esistono e lavorano tanti onesti integerrimi carabinieri poliziotti magistrati medici e professori universitari, che fanno egregiamente il loro dovere, ne siamo sicuri. É peró altrettanto indubitabile che ogni nuovo fatto di cronaca, al di lá del necessario approfondimento giudiziario, contribuisca a scavare un fosso sempre piú profondo, nel quale cadiamo tutti; contribuisca a diffondere l’idea che se siamo tutti disonesti, non lo è nessuno, e qualunque piccola o grande illegalitá, dal parcheggiare in divieto di sosta o peggio nei posti riservati ai disabili (e senza mortificarsi, anzi aggredendo chi ce lo fa notare! anche questa é cronaca) al non pagare le tasse al barare su concorsi e competizioni di qualunque genere, sia in fondo scusabile.
E da lí al giustificare episodi di violenza, razzismo, omofobia, misoginia, il passo é veramente breve. Rischiamo – se non ci siamo giá dentro – di vivere in una societá marcia dalle fondamenta della quale non sentiamo piú i miasmi, proprio perché ci siamo dentro fino al collo. Diventa sempre piú complicata, ed incompresa, la battaglia silenziosa di chi ci tiene, nonostante tutto, a non violare nessuna legge. Prima o poi anche costoro si arrenderanno.