Se la Juventus, nella prossima stagione, volesse puntare solo a conquistare con alte possibilità di riuscita, il sesto scudetto consecutivo ed entrare cosi nella leggenda del calcio italiano visto che adesso è già abbondantemente nella storia, potrebbe rimanere con lo stesso organico che ha dominato la stagione appena conclusa. E avrebbe poche rivali nella corsa scudetto nonostante i soldi cinesi entrati da oggi nell’Inter e che avranno anche l’effetto di elevare la qualità dei nerazzurri e quelli probabili che potrebbero fare ricco il Milan se solo Berlusconi desse il via libera alla conclusione delle trattative con i gruppi cinesi. Solo la Roma e il Napoli avrebbero qualche chances di insidiare i bianconeri, a patto che riescano a fare gli acquisti di grande qualità che possano ridurre il gap con la squadra allenata da Allegri. Storia molto diversa è se chi guida la Juventus ha intenzioni, reali e concrete, di puntare finalmente a vincere la Champions League. Allora non è il caso di predicare bene e razzolare male. Nel senso che per puntare a questo obiettivo servono investimenti di una certa importanza per arrivare a quei giocatori, non molti per la verità, che possono servire a questo scopo. E’ necessario però essere chiari con i tifosi che non chiedono assolutamente che la società si debba svenare o debba abbandonare il percorso virtuoso che ha portato i dirigenti a raggiungere il perfetto equilibrio dei conti economici. Se ci sono le possibilità è bene fare i dovuti passi, se invece non ci sono è bene che la governance bianconera dica chiaramente che l’obiettivo concreto è lo scudetto e in Champions ci si deve accontentare di quello che arriva senza cullare eccessivi sogni di gloria. I tifosi, sempre riconoscenti verso la proprietà e consci dell’ottimo lavoro svolto dal presidente Agnelli e dai suoi collaboratori, certamente capirebbero e si metterebbero l’anima in pace aspettando tempi economici migliori. Come, con altrettanta intelligenza, saprebbero apprezzare gli sforzi che la società ha fatto e farà per non cedere Pogba e Dybala, giusto per citare due giocatori che potrebbero portare nella casse juventine la bellezza di oltre 200 milioni di euro se solo Marotta volesse accettare le avances delle migliori squadre d’Europa. Però, giusto per rifarci a quanto sta succedendo in queste ore sui movimenti di mercato che vengono accostati, realisticamente, alla Juve, bisogna dire che il progetto Champions è in cima alla lista desideri in corso Galileo Ferraris anche se i dirigenti fanno a gara a dire che la Juve ha il dovere di provare a vincere tutte le manifestazioni a cui partecipa. Non si spiegherebbe allora l’ingaggio di Dani Alves che con il Barcellona ha vinto la bellezza di 23 trofei internazionali tra cui 3 Champions, l’interesse concreto per un altro fuoriclasse degli spagnoli come Mascherano e che conosce la massima competizione europea per club come le sue tasche, l’inseguimento al romanista Pjanic o la trattativa con il Valencia per portare a Torino il portoghese Andrè Gomez o quella già conclusa con il Sassuolo per Berardi. Senza tralasciare gli sforzi, sempre economici, che dovranno essere fatti per trattenere a Torino Morata. Abbiamo detto che non si spiegherebbero questi movimenti non per dire che la Juventus non attiri su di sé le attenzioni dei migliori giocatori del mondo e di quelli citati in particolare, a giocare in bianconero. Ma con grande realismo è necessario sgombrare il campo da ogni facile illusione. Perché sarà molto difficile, sempre per le famose esigenze di bilancio, che la Juventus possa portare a casa i suddetti giocatori sborsando, in una sola sessione di mercato, una somma totale di oltre 135 milioni di euro cosi ripartiti: 45 milioni per Gomez, 38 per Pjanic, 30-35 per Morata e altrettanti, da richiesta Barcellona, per Mascherano e dulcis in fundo 25 per Berardi. Che rappresentano poi quello che è il progetto di qualità per rendere la Juventus competitiva ai massimi livelli in Europa come pensato dalla società e da Allegri. E in un’Europa ancora dominata dai petrodollari degli sceicchi o dai dollari, molti, dei proprietari americani di squadre inglesi, la Juventus non è ancora in grado di reggerne la spietata concorrenza. A meno che la Juve non riesca ad anticipare con largo anticipo i concorrenti e chiuda le operazioni di mercato alle sue condizioni. O che riesca a trovare ottime opportunità scovando i parametri zero. Come è successo con il basiliano Dani Alves. Purtroppo non sarà cosi per Mascherano che tra l’altro ha sfruttato la Juve per rinnovare a cifre altissime con il Barcellona, per Andrè Gomez che passerà al Manchester United che ha offerto molto di più della Juve, temiamo per Pjanic per il quale la Juve non ha intenzione, parole di Marotta, di pagare la clausola rescissoria di 38 milioni e pericoli di perdere anche Morata sono abbastanza alti. In queste condizioni o ci si industria per trovare le soluzioni per attuare in toto il progetto pensato oppure necessariamente si abbandonino i sogni di gloria di voler puntare alla Champions. Senza per questo tralasciare, anche con progetti meno costosi, di puntare, nella tradizione juventina, al successo in tutte le competizioni. Lo ripetiamo: i tifosi capirebbero eccome.
JUVE, CHAMPIONS O SOLO SCUDETTO?
