BY ROCCO SABATELLA 

Non ci sono dubbi: è la Juventus la regina del calciomercato che si è chiuso ieri sera. Nonostante la fregatura che le ha riservato lo Zenit San Pietroburgo che ha fatto saltare l’arrivo a Torino del belga Witsel che aveva sostenuto già le visite mediche. Ma alla fine chi perderà da questa decisione è proprio la società russa visto che Witsel arriverà lo stesso alla Juventus a giugno prossimo ma a parametro zero e di conseguenza i 21 milioni pattuiti per la cessione del belga in questa sessione di mercato rimarranno nelle casse della società bianconera. In compenso la Juventus si rifà ampiamente riportando a Torino Juan Cuadrado. Ma l’insistenza con la quale negli ultimi due giorni Marotta e Paratici hanno tentato di chiudere l’acquisto del centrocampista belga dimostra che quello di immettere nell’organico un altro elemento di valore nella zona nevralgica del campo era una necessità prioritaria, come andiamo sostenendo da tempo e non il desiderio della ciliegina sulla torta. Perché da adesso in poi, per affrontare al meglio tutte le competizioni a cui si partecipa, alla Juventus devono fare tutti gli scongiuri del caso e sperare che i centrocampisti in organico riescano a godere di ottima salute fino al prossimo gennaio quando si aprirà la finestra invernale del mercato e i dirigenti bianconeri potranno intervenire se le necessità lo dovessero richiedere. Soprattutto perché un centrocampista di gamba e di fisico, nonché dotato di buona tecnica, manca nell’organico: di Pogba  e questo lo sanno anche i muri, c’è ne è uno solo ma un altro giocatore che avesse almeno le sue caratteristiche va sicuramente individuato e preso a gennaio. Senza dimenticare che in due anni la Juve ha perso appunto Pogba e l’anno scorso Vidal, due centrocampisti che sanno fare con straordinari risultati sia la fase difensiva che quella offensiva. E poi c’è un altro problema: all’inizio del prossimo anno e per, potenziamente, un mese Asamoah e Lemina saranno impegnati nella Coppa d’Africa. Anche se l’allontanamento potrebbe essere di molto inferiore se il Ghana e il Gabon incappassero in una precoce eliminazione nella prima fase. Resta solo una considerazione da fare per il futuro: una società come la Juve che ha una capacità di programmazione fuori dal comune non avrebbe dovuto assolutamente aspettare gli ultimi due giorni di mercato per completare l’organico ma avrebbe dovuto provvedere nei tempi giusti per evitare come successo l’anno scorso e ieri di sbagliare con Hernanes e di trovarsi di fronte a società poco affidabili e serie come lo Zenit. Ma aldilà di tutto ciò, alla dirigenza bianconera va dato atto di aver operato alla grande nel rendere ancora più forte un organico che veniva da 5 anni consecutivi di successi e di dominio assoluto e di aver fatto il passo decisivo per puntare a vincere  la Champions. Pur dovendo essere sempre attenta a tenere il bilancio in ordine. Perché una cosa è certa: il fair play finanziario alle altre società è imposto dalla Uefa, mentre alla Juventus è una consolidata prassi imposta da sempre dalla proprietà. Dopo questo mercato, non sappiamo onestamente che possa competere ad armi pari con i bianconeri, nel senso di tenere vivo e aperto il campionato fino all’ultima giornata. Probabilmente il gap nei confronti delle avversarie è ancora aumentato per cui l’unica speranza che hanno Napoli, Roma, Inter e via cantando è che la Juve possa essere distratta psicologicamente ed anche fisicamente più del normale dagli impegni di Champions.

Ma anche questo è un pericolo molto, ma molto relativo: oltre agli undici cosiddetti titolari, Allegri può mandare in campo una Juve B composta da Neto, Lichsteiner, Rugani, Benatia ed Evra in difesa, Sturaro, Lemina ed Asamoah a centrocampo, Cuadrado, Mandzukic e Piaca in attacco in grado di avere grandissime chances di combattere ad armi pari con le altre per il primo posto. Ci siamo già espressi, prima che finisse il mercato, sulle possibilità delle squadre della cosiddetta alta classifica. Gli ultimi movimenti non hanno cambiato di molto le gerarchie . Il Napoli ha speso i sodi incassati per Higuain con operazioni in entrata che hanno un duplice scopo: allungare il roster inserendo qualità quasi allo stesso livello dei titolari e cominciare a pensare  al futuro con giocatori comunque già pronti oggi ma in grado di notevoli margini di crescita per diventare i crac del domani. La Roma che ha perso Pianic  e il difensore Rudiger operato al legamento del ginocchio, ha fatto mercato in gran parte per la difesa e riparte esattamente dal percorso positivo fatto nel torneo scorso. C’è solo da vedere come reagirà la squadra giallorossa all’inattesa e precoce eliminazione dalla Champions per mano del Porto. Chi sembra avere fatto davvero le cose in grande sul mercato è l’Inter che non ha badato a spese, alla faccia del fair play finanziario, per centrare i suoi obiettivi di mercato. Ma allo stato attuale, come hanno dimostrato le prime due giornate del campionato con un solo punto ottenuto con Chievo e Palermo, non è ancora una squadra che abbia una sua identità ed un organizzazione di gioco accettabile. Toccherà adesso a De Boer lavorare e non poco per trovare, prima che sia troppo tardi, la quadratura del cerchio e fare rendere al massimo elementi che presi individualmente non sono secondi a nessuno. Poche chances può vantare il Milan non per lo scudetto, ma per puntare ai posti, dal primo al terzo, che significano Champions. I rossoneri, frenati sul mercato dal fatto che la cessione al gruppo cinese si chiuderà quando non si potranno effettuare acquisti, ha una sola ed unica speranza: cercare in  questi quattro mesi di campionato di non essere troppo lontani, in termini di punti, dalle prime tre posizioni per poi sfruttare il mercato di gennaio quando i nuovi proprietari cinesi potranno spendere una elevata somma, secondo i desiderata di Berlusconi, per rendere competitiva la squadra di Montella. Detto che Fiorentina e Lazio non sembrano attrezzate meglio e né peggio dello scorso anno, meritano invece attenzione il Torino, la Sampdoria  ed il Sassuolo per aspirare ad un posto in Europa. I granata che hanno messo su una ottima intelaiatura aggiustando anche il bilancio con le cessioni eccellenti di Perz, Glik e Maksimovic , il Sassuolo forte di un gruppo collaudato e che gioca molto bene e la Sampdoria che, dopo lo spavento dello scorso anno, ha preso un allenatore in gamba come Giampaolo e giocatori giovani ma già pronti per regalare soddisfazioni a Ferrero e ai tifosi. Tutte le altre squadre dovranno lottare duramente per conservare il posto in serie A. Maggiori possibilità vantano il Cagliari che ha puntato molto sull’esperienza dei giocatori acquistati, il Genoa che vuole comunque migliorarsi rispetto all’anno scorso con l’entusiasmo del nuovo allenatore Juric e l’Atalanta che è abituata alla lotta per non retrocedere.