di ROCCO PESARINI

 

 

 

E finalmente ci siamo. Finalmente iniziamo a parlare di programmi e di eventi previsti per celebrare, speriamo tutti al meglio, la ricorrenza storica che vivrà Potenza il prossimo 30 ottobre 2019 in occasione dei 900 anni della morte del nostro amato Santo Patrono San Gerardo La Porta.

Già in altri articoli avevo parlato di questa ricorrenza, augurandomi che vi fosse un lavoro di concertazione e pianificazione tra Comune, Diocesi ed associazioni a vario titolo interessate ed attive nei festeggiamenti in programma per la storica data.

E lunedì 17 dicembre si terrà, presso la Sala dell’Arco del Comune di Potenza, la conferenza di presentazione del programma delle celebrazioni previste per l’Anno Gerardiano, per il Nono centenario della morte del Santo Patrono della città, con la presenza del Vescovo Mons. Salvatore Ligorio, del Sindaco di Potenza Dario De Luca, di don Dino La Salvia (delegato diocesano per le celebrazioni) e dell’assessore alla Cultura del Comune di Potenza Roberto Falotico (delegato del Comune di Potenza per le celebrazioni).

La cosa positiva, lo dico subito, è che le due Istituzioni, quella civile e quella religiosa, hanno fatto e fanno fronte comune. Un’unica voce, istituzionalmente rappresentativa sia dei cittadini potentini che dei fedeli gerardiani, che potrebbe costituire una risposta ai miei tanti appelli (da ultimo il mio articolo “Quanti San Gerardo per il 2019?”) che sembravano essere caduti nell’indifferenza e nel colpevole silenzio di una comunità che mi sembrava incapace di “fare squadra” anche in occasione di un evento unico ed irripetibile (perché, diciamocelo, per quanto vi sentiate fighi e immortali, nel 2119 nessuno dei presenti, io che scrivo e voi che leggete, saremo presenti al Millenario della Morte di San Gerardo).

E ne ho finalmente parlato, dopo mesi che ci eravamo ripromessi questo scambio di battute, con l’assessore alla Cultura del Comune di Potenza Roberto Falotico.

Assessore Falotico, cosa rappresenta San Gerardo La Porta?

Potremmo definirlo, sperando di non offendere la memoria di un grande personaggio storico, sociale e religioso di Potenza, un emigrante al contrario, colui che da Piacenza a Potenza scelse di dedicarsi alla nostra città e alla nostra Diocesi, con una missione pastorale il cui obiettivo primo era quello di far crescere una comunità evitando chiusure e, contestualmente, riconoscendole le forti radici valoriali.

E in quest’ottica come si pone il Programma di Eventi che presenterete lunedì 17 dicembre, un programma che parrebbe esser riuscito a fare sintesi tra anime diverse?

E’ un’idea nata da lontano e concretizzata con un percorso condiviso tra Amministrazione comunale e l’Arcidiocesi. Confronti continui e articolati con monsignor Ligorio, che si è confermato guida sapiente e ispiratrice dei punti cardine attorno ai quali abbiamo sviluppato il percorso profondamente condiviso, e con tutti coloro i quali stanno lavorando da mesi con lui, penso a don Dino Lasalvia, don Vito Telesca, don Antonio Savone, che hanno perseguito e credo realizzato una concettualizzazione dell’evento come momento di riflessione e contestualmente di azione, realizzando un programma che percorrere due vie.

Due vie?

Esatto. Due vie parallele: quella pastorale che vede in primis l’Arcidiocesi impegnata a definirne tappe e contenuti, e quella civile e culturale, alla quale, con il mio assessorato, di concerto con l’architetto Grano ed il funzionario Capozza, stiamo lavorando cercando di dimostrare come la Pubblica amministrazione possa produrre ottimi risultati, anche in momenti nei quali dispone di risorse economiche, limitatissime se non del tutto assenti.

Che caratteristiche ha questo Programma di Eventi e Celebrazioni?

Esso esula dai cartelloni ordinari che sono stati approntati in questi anni (Carnevale, Maggio Potentino, Autunno Letterario, Estate, Natale, NdA) ed ha il preciso obiettivo di far riappropriare la memoria collettiva della figura del Santo Patrono, che però è anche quella dell’uomo, dell’educatore, di chi sceglie di donarsi totalmente a una comunità diversa da quella di origine, ma che lo adotterà come fosse stata da sempre la sua, in uno scambio reciproco di “dare”, “donare”, concetti vivi nel passato e che oggi rischiano, perché soffocati da egoismi e chiusure fisiche e mentali. E, in quest’ottica, lo spirito di aprire a tutti, affinché tutti possano vivere da protagonisti un anno che per noi sarà di grande importanza morale e progettuale.

Comune e Diocesi di Potenza che quindi collaborano per l’obiettivo comune. Secondo quali direttive?

Con azioni indirizzate nell’ambito delle linee guida già concordate con l’Arcidiocesi, andremo a risaldare il rapporto tra Potenza e Piacenza, città di origine di San Gerardo.

E rispetto a Matera 2019?

Il rapporto con Matera 2019 è fondamentale; esso rappresenta un appuntamento di un’importanza unica, un’opportunità a cui tutta la Basilicata deve guardare con attesa e rispetto, perché il contesto di capitale europea della cultura rappresenta un’occasione unica per valorizzare, contaminare, attrarre, non solo per la città dei Sassi ma per l’intera Basilicata.

Quali aspetti della figura del Santo Patrono cercherete di mettere meglio in luce?

Ci muoveremo lungo il solco di tematiche che proveranno a mettere in luce l’azione umana ed educativa del Santo, affrontando i temi delle devianze giovanili, delle sfide educative, delle arti, della musica come collante generazionale, con momenti di accoglienza che vedranno protagonisti i più piccoli e altri che ci consentiranno di creare aggregazione.

 

Bene. Ma operativamente parlando, come vi muoverete e come chiamerete “all’azione” associazioni e cittadini interessate dalle celebrazioni dell’Anno Gerardiano?

 

Miriamo a definire un metodo organizzativo che coniughi necessità di seguire un filo storico di ricerca e recupero della memoria, con la necessaria innovazione e coinvolgimento della popolazione, in un processo necessario di nuova etica, secondo il quale tutti i soggetti partecipano alla costruzione del bene comune, la cosiddetta societing. Intendiamo coinvolgere chiunque voglia aprirsi in maniera propositiva al concetto di ‘abitante culturale’, vale a dire quell’individuo che abita il territorio in maniera consapevole e propositiva, raccontando il passato e immaginando il presente e il futuro.

 

Le ricadute positive che vede per Potenza intesa come comunità?

Potenza, in quest’ ottica, deve divenire il volano di un sistema di crescita e sviluppo dell’innovazione dell’area interna della Basilicata, un fulcro di cambiamento e di nuovo rinascimento culturale.

Tutte azioni saranno poste in essere, pensate e implementate nella logica di sistema e con le indicazioni del Pst (Piano Strategico del Turismo del Mibact) 2017/2022) proprio per costituire un punto di partenza nella progettazione che sappia guardare al futuro e veda la data del 2019 come un anno di nuovo rinascimento, ripartenza da quanto di buono è stato fatto, per consolidare un modus operandi sostenibile e capace di dare i suoi frutti nel tempo.