Prima di ferragosto la Basilicata avrà la legge elettorale nuova. Se ne potrà dispiacere il mio amico Bolognetti per questo ennesimo strappo allo spirito della Costituzione, ma si va avanti con la legge Lacorazza e l’8 agosto la proposta è all’esame del Consiglio regionale. Unica concessione , la possibilità che sulla questione di merito della legge si faccia una riunione della conferenza dei capigruppo per vedere se si può trovare un accordo più ampio. Cosa difficile visto che l’atteggiamento di molti è quello di stare a guardare lo spettacolo offerto dalle divisioni del Pd, incassandone il dividendo . Divisioni che ci sarebbero solo sul voto disgiunto che il segretario pd ha sempre bocciato, prima nella ipotesi di candidatura di Pittella, che dal voto disgiunto poteva uscirne indebolito per il volume di fuoco fatto sulla sua persona da tutte le parti, compreso qualche cecchino di casa, ora per l’esigenza comunque di presentare una squadra compatta e determinata all’appuntamento elettorale nel segno o si vince insieme o si perde insieme. Sugli altri due punti forti della legge Lacorazza non ci sono problemi: sì al doppio voto di genere in ossequio alle indicazioni del nuovo Statuto e sì all’abolizione del listino , sostituito da un meccanismo che spalma il premio di maggioranza ( 20 per cento) sui candidati eletti con le preferenze, un meccanismo che incentiva la competizione . Nessuna anatra zoppa con questa legge così congegnata perché comunque il candidato presidente che prende un voto in più si porta il premio di governabilità. Il vero nodo rimane il voto disgiunto, sul quale il Consiglio potrebbe ritrovarsi al di là dello stesso pd. E sarebbe l’ennesimo disastro non solo per le ragioni che riguardano, come abbiamo detto, la compattezza della squadra di centrosinistra, ma perché è una pia illusione pensare che ci possa essere uno che improvvisamente si illumina d’immenso e porta voti aggiuntivi alla coalizione. Se è uno interno al sistema, è comunque una carta conosciuta, e avrà lo stesso trattamento delle altre carte, se è uno esterno al sistema peggio di peggio perché le esperienze fatte ( soprattutto nel campo giornalistico) dimostrano che qualche voto in meno lo portano sempre. Potremmo mettere la Gabanelli, ma è già impegnata. Rocco Rosa