L’interesse del grande pubblico che ha fatto da cornice al via ufficiale della Fondazione FAUSTO SOMMA, si è focalizzato sulla disamina che gli ultimi tre Governatori della regione hanno fatto sullo sviluppo della regione e che , al di là di sfumature , è stata condotta all’insegna del concetto di continuità di una Istituzione , quasi un gioco di squadra improntato su una unica partitura tattica. Ovviamente non era la sede per marcare le differenze, tra chi ha corso di più e chi ha corso di meno, tra chi ha trovato ostacoli e chi no, tra chi ha sfruttato meglio una contingenza e chi no. Quindi mantenendoci su questo filo di discorso, cerchiamo di trarre le informazioni più utili per chi legge. Dopo la presentazione di Vincenzo Viti, che della Fondazione è stato un attivo protagonista, e di cui ha illustrato spazio di azione e finalità, e dopo la relazione di Ernesto Somma che ha disegnato lo scenario in cui oggi si muove l’imprenditoria in Basilicata,   Bubbico è partito dal concetto che fare impresa al Sud è difficile, non perché mancano infrastrutture, non perché i treni vanno lenti, non perché le condizioni di contesto sono ostili a chi vuole fare ma perché c’è una Pubblica amministrazione  che è un peso insormontabile e insopportabile ed è da qui che bisogna ripartire se si vogliono sfruttare al meglio le risorse e finalizzarle allo sviluppo. Non vale e non funziona la ricerca del nuovismo ad ogni costo ma un’azione mirata e determinata a per migliorare il rendimento degli investimenti pubblici. E proprio la vicenda energetica ha dimostrato che se non c’è una Amministrazione autorevole e attendibile, vedi l’Arpab, , il privato si inserisce nei vuoti agendo secondo l’interesse specifico e di parte.  De Filippo ha portato il discorso sul valore dell’esempio che è tanto più forte quando poi le persone vengono a mancare perché è meno fisico e più duraturo, permanente. Di Fausto Somma ha ricordato il valore positivo dell’ottimismo dell’azione, che in una regione piena di “scoraggiatori militanti”, è stata una virtù rivoluzionaria: Obiettivo, per il sottosegretario alla Università e ricerca, deve essere quello di creare sapere, creare cultura, spingere sulla ricerca e su figure legate alle risorse di cui la Basilicata dispone. Per Pittella l’aver portato la Basilicata in condizione di competere sul piano economico è un risultato straordinario. “abbiamo recuperato indici positivi nel PIL, nell’occupazione, nello sfruttamento di settori capaci di competere a livello mondiale( i prodotti tipici , nella diffusione e proliferazione delle start up. Presentiamo oggi una regione che non sta con la mano tesa, ma è riconoscibile a livello europeo come una entità ben definita e che fa scordare la realtà di un Sud fatto di tante negatività.“Di Somma mi torna alla mente l’ottimismo, quello della fatica che lo contraddistingueva, ma anche il sentimento di autostima che aveva per sé e per la sua terra. Un sentimento che invece noi, talvolta, sbricioliamo come molliche di pane. Questo ottimismo è un valore aggiunto. La crisi che ha colpito tutti e ha sovvertito equilibri e gerarchie, noi siamo in qualche modo riuscita ad arginarla.”Insomma un trilogia che è sembrata quasi lo sviluppo di un pensiero politico che volge verso una unità delle forze e di una stabilità dei governi nazionali e regionale. E la benedizione finale di Boccia, il presidente della Confindustria, è stata tutta ancorata ad un concetto: migliorare la capacità produttiva, che non è solo un concetto legato alla produzione ma al funzionamento di tutto il sistema, pubblica amministrazione in testa. Lavorare per risultati, tutti e dovunque.