Si è tenuta dal 30 settembre 4 ottobre, tra Reggio Calabria e Messina, “La Biennale dello Stretto”, l’evento internazionale del 2022 diretto e curato da Alfonso Femia e da Francesca Moraci.
La Biennale è un progetto che nasce dalla ricerca “Mediterranei Invisibili “, un’esplorazione in essere dal 2018. Mediterraneo è una parola usata per definire differenti situazioni, realtà, pensieri e immaginari: è mare, vacanze, sole, storia, geografia, racconto, migranti, isole, Iliade, Odissea, politica, teatro.
Esiste un tratto comune a tutto il mondo-Mediterraneo: la tema geomorfologica dell’acqua: il mare e le sue linee di costa, lo spartiacque tra i fiumi e i corsi d’acqua alla loro origine che si sviluppa nelle linee di crinale e le acque di risorgiva, gli alvei fluviali, le fiumare e le corrispondenti linee di piana. L’ acqua mediterranea interseca il progetto dell’architettura, del paesaggio, la narrazione, l’arte, condiziona e governa tutti i modelli sociali ed economici. Le tre linee d’acqua possono essere assunte come minimo comune denominatore di una riflessione contemporanea, aggiornata ai temi del clima.
Il contest dedicato ai giovani progettisti under 35, partiva proprio da questa richiesta, ovvero all’individuazione di una parola quale matrice progettuale: una chiave di lettura, dunque, per una sorta di instant project (come l’hanno definito gli organizzatori), alla quale associare disegni, fotografie, modelli progettuali.
La sfida chiedeva di abbinare una parola d’acqua a un’idea progettuale.
Fiumana, fondale, relitto le parole sulle quali i tre vincitori hanno costruito progetti densi di suggestioni. Invisibilità, emersione, e soprattutto dimensioni, alternative, un modo di pensare diverso, mia progettualità nuova.
Nella seconda giornata della Biennale sono stati premiati i 5 architetti under35 che hanno vinto la Challenge
to action: Francesco Lucchesi, Cinzia Didonna, Jessica Comino, Stefania Schirò ed Egidio Cutillo.
Con il progetto denominato “Relitto” i due architetti Stefania Schirò ed Egidio Cutillo hanno vinto il primo premio immaginando cinque spin-off sulla candida falesia della Scala dei Turchi, lungo la costa sud est della Sicilia. Il monumento naturale, noto per le sue vicissitudini politiche, sociali, culturali e naturali, è formato da una marna di colore bianco: i Trubi, una formazione geologica del pliocene, di origine pelagica, costituita da micro e macro-fossili planctonici e del mare profondo. Cinque progetti per cinque spin-off rispetto alla narrazione corrente sulla Scala dei Turchi propongono scenari contraddittori, tesi tra fiction e realtà, per ragionare sul ruolo e sul destino del monumento naturale mediterraneo. I salti di scala, le controversie culturali, politiche e sociali messe in scena rendono la bianca meridiana paradigma della territorializzazione del Mare caldo.
