La “carta dei diritti delle bambine”, che la Fidapa è impegnata, al 2016, a portare in tutta Italia rappresenta una grande iniziativa di sensibilizzazione alla parità di genere già dai primi anni di vita. Essa sollecita l’adozione sia di comportamenti,sia di strumenti che possano garantire la dignità delle bambine in ogni luogo, alla famiglia, con servizi adeguati e con il sostegno in grado di aiutarla nel cammino verso la maggiore età. Sembrerebbe una cosa ovvia, ma così non è perchè sono ancora tanti gli ostacoli, psicologici, ambientali, comportamentali che di fatto finiscono col discriminare le bambine. Di questo si è parlato ieri a Pignola in una interessante iniziativa messa in atto dalla vivacissima sezione della Fidapa, DISTRETTO SUD, diretta da Rosanna Trotta, con la presenza della Consigliera di parità della Regione Basilicata , dei Sindaci di Pignola Ferretti e di Abriola, Triunfo ( i quali hanno aderito all’iniziativa ed annunciato che presto i Consigli comunali di entrambi i Comuni adotteranno formalmente la Carta) , Dopo i saluti di rito, sul tema hanno parlato Ivana Pipponzi, Rosellina Napoli, e Angela Guma. E’ aspicabile che altri comuni adottino la carta e che le scuole ed i genitori si mobilitino per fare di queste iniziative il filo lungo il quale portare avanti i concetti di rispetto, di parità, di civismo e di democrazia. Il contrasto alla violenza si insegna a partire dall’infanzia.
Ogni bambina ha il diritto:
Articolo 1) Di essere protetta e trattata con giustizia dalla famiglia, dalla scuola, dai datori di lavoro anche in relazione alle esigenze genitoriali, dai servizi sociali, sanitari e dalla comunità.
Articolo 2) Di essere tutelata da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psico-fisico.
Articolo 3) Di beneficiare di una giusta condivisione di tutte le risorse sociali e di poter accedere in presenza di disabilità a forme di sostegno specificamente previste.
Articolo 4) Di essere trattata con i pieni diritti della persona dalla legge e dagli organismi sociali.
Articolo 5) Di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole.
Articolo 6) Di ricevere informazioni ed educazione su tutti gli aspetti della salute, inclusi quelli sessuali e riproduttivi, con particolare riguardo alla medicina di genere per le esigenze proprie dell’infanzia e dell’adolescenza femminile.
Articolo 7) Di beneficiare nella pubertà del sostegno positivo da parte della famiglia, della scuola e dei servizi socio-sanitari per poter affrontare i cambiamenti fisici ed emotivi tipici di questo periodo.
Articolo 8) Di apparire nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età.
Articolo 9) Di non essere bersaglio, né tanto meno strumento, di pubblicità per l’apologia di tabacco, alcol, sostanze nocive in genere e di ogni altra campagna di immagine lesiva della sua dignità.
