FRANCO CACCIATORE
Con un atto che prevarica la legalità, la Regione Basilicata ha dato il via libera all’apertura della cava di quarzareniti del monte Crugname, attiguo al Parco del Vulture. Del quale non si sa perché non ne faccia parte. Una decisione che offende Melfi e la sua area per l’ennesima decisione presa dall’alto senza prendere minimamente in considerazione il danno soprattutto ambientale che comporterà. Da ogni parte della città vi è dissenso e si è pronti a contrastare l’insensata decisione.
Per primo, a cogliere la disapprovazione generale, è stato il movimento 5 Stelle con un sit-in dinnanzi al Palazzo di Città, alla presenza del consigliere regionale, Carmela Carlucci e quella dell’assise di Melfi, Alessia Araneo. Si è trattato, dicono, di una partenza alla quale seguiranno altre azioni, quale l’impugnare al TAR la delibera regionale e l’intervento presso la Soprintendenza. Ancora entro la fine del mese la questione Crugname sarà discussa in Consiglio Comunale.
Intanto riteniamo opportuno focalizzare la negatività della cava. In maniera preminente sarà resa invivibile, in particolare, la zona Bicocca a causa delle polveri sottili provocate dalle estrazioni, che si aggiungeranno a quelle del termodistruttore dell’area industriale. Insomma per Melfi e il suo territorio un inquinamento raddoppiato, un sicuro aumento della casistica cancerogena già esistente.
S.-Guglielmo-da-Vercelli-nel-disegno-di-GB-Guarini-del-1900
A questo danno primario se ne aggiungeranno altri che porteranno alla distruzione di un autentico scrigno dalla particolare ricchezza, dalla vegetale ed ancor più faunistica per la rarità di specie che ancora vi sopravvivono, unitamente alla migratoria. Fra le presenze eccezionali, quella dei rapaci e straordinaria della cicogna nera. Di altrettanto importanza il patrimonio archeologico che conserva il suo sottosuolo. In passato rinvenuto e poi interrato, tanto che alle indagini della Magistratura sulla sdemanializzazione dell’area, si era aggiunto il blocco da parte della Soprintendenza. A proposito perché la Regione ha bypassato e non atteso il parere proprio della Soprintendenza, di primaria importanza per la conservazione di reperti certamente preziosi per essere la continuità di quelli della zona Pisciolo?
san guglielmo da vercelli
E per ultimo, ma non per importanza, la località l’oasi dell’eremitaggio di S. Guglielmo da Vercelli. Lì, il luogo della sua meditazione eremitica, nella quiete dei boschi del Vulture, dove ebbe l’ispirazione del nuovo ordine monastico a devozione della Vergine Maria, i Virginiani. E la presenza del santo è nella denominazione dei luoghi. Così il tratturello di San Guglielmo che corre lungo la collina, ugualmente a lui intitolata. A Melfi nel tempo grande la devozione verso S. Guglielmo. A dircelo l’affresco della cripta di S. Margherita del 1200 e l’attuale monumento nel giardino episcopale, voluto da Mons. Casorelli. Altrettanto il convento a Melfi delle clarisse dai lui istituito, divenuto poi caserma e carcere.
goleto
Una collina,quindi, destinata a divenire un parco intitolato al santo e la creazione di un percorso religioso da Melfi al Goleto, luogo simbolo dei Virginiani di S. Guglielmo. Il tutto di grande attrazione turistica – religiosa. E ancora monte Crugname è località dove recitano eventi e personaggi, dai Normanni a Federico II, unitamente a quelli di epoca più remota. Parte integrante del nostro passato, proiettato al domani, nell’inserimento nel percorso dell’attigua via Appia, tanto da farne davvero uno scrigno da preservare e custodire e non violentare con una cava che certamente antepone l’interesse privato a quello della crescita del territorio e a favore della comunità.
Foto: Sit-in dinnanzi al Palazzo di Città –Monte Crugname sul Vulture – L’affresco di S. Guglielmo nella cripta – La statua del santo – Melfi, portale convento delle clarisse, ex carcere – Il Goleto.
