Torniamo a parlare di Potenza dopo che l’Amministrazione ha dato segnali di vita sul tema della pulizia, un tema che, per chi ha avuto il piacere di vedere una città linda, ordinata, con il verde curato, con i netturbini che rimproveravano i ragazzi e qualche volte le mamme, con le sue fontanine funzionanti, è considerato cruciale per il miglioramento della qualità di vita dei cittadini. La nostra tesi è che questa battaglia, per niente facile, non può essere fatta senza il coinvolgimento dei cittadini, o per adesione volontaria o per adempimento a norme di decoro. Una di queste riguarda la pubblicità stradale, l’abusivismo, la poca vigilanza e la poca collaborazione della ditta che pure tiene l’appalto delle insegne. Innanzitutto, come le immagini documentano, ci sono impianti pubblicitari non più funzionanti e mai rimossi: vecchie insegne lasciate abbandonate sui cigli stradali, alcune arrugginite, altre contorte e ammaccate da qualche camion distratto, latere ,altre che si riferiscono a storie commerciali non più esistenti. In secondo luogo c’è l’abitudine del fai da te, non rilevato né sanzionato: lenzuola a tutto spiano che dovrebbero essere messi per eventi occasionali e che invece da anni prendono muri e balconi per una funzione promozionale permanente; altre messe in modo da coprire la stessa segnaletica stradale, altre ancora che testimoniano il non rispetto delle norme da parte di chi installa la pubblicità, giacchè mette insieme indicazioni stradali con quelle commerciali, cose assolutamente vietate dal codice della strada. C’è infine tutto il discorso di come l’impiantistica pubblicitaria viene gestita, con una pubblicità che è superiore a tutti i parametri con la popolazione, con impianti oscurati in malo modo e tale da esprimere degrado, con cartelli ripetuti ogni dieci metri. E’ evidente che da questo punto di vista , la trascuratezza e il menefreghismo regnano sovrani, un po’ perché è difficile reperire le indicazioni sugli ex proprietari delle insegne pubblicitarie di tanti anni fa, un po’ perché censire e perseguire gli inadempienti comporta l’utilizzazione di personale. Ma anche qui le soluzioni si possono trovare, nel senso di chiedere ai cittadini la conferma della pubblicità in corso e le indicazioni sulla collocazione. Incrociarle con i proventi delle tasse di affissione è un gioco da ragazzi, basta un software fatto a mestiere. Il problema non è solo incassare più soldi, ma togliere un po’ di bruttura lasciate in giro dalla trascuratezza amministrativa. Così come, in attesa del mitico PRIP che dovrebbe risolvere tuti i problemi, è giunto il momento di far preparare dagli uffici nelle indicazioni tecniche ed estetiche precise su come collocare le insegne, le frecce, le bandiere e tutto lo strumentario pubblicitario, evitando commissioni tra tipo di informazioni, sovrabbondanza di tabelle per la stessa ditta, e richiamando la ditta a sostituire le insegne pubblicitarie stradali di pubblica utilità che, guarda caso, sono in condizioni di degrado, come succede per gli obblighi assunti verso il Comune e che è facile non mantenere. La stessa cosa vale per la pubblicità in cambio della manutenzione del verde. Cinque o sei ( San Rocco, Via Consolini, rotonda nei pressi del carcere, il Ljions sotto il nodo complesso, ) onorano il contratto fatto con l’Amministrazione. Tutto il resto se ne frega, usa la pubblicità e ..trascura il verde.