C’è il rischio che Matera faccia un passo indietro rispetto alla immagine turistica con cui si è accreditata a livello europeo e mondiale e questo rischio è che diventi una “tappa volante” in un sistema turistico che pone le basi logistiche nella vicina Puglia. Problemi di trasporto ( l’inefficacia delle Fal), problemi di mancata connessione con l’entroterra provinciale ricco di storia e di cultuira, problemi di scarsa connessione con l’arco jonico . Insomma una città bellissima , in una regione interessante ,che non fa sistema a sè ma raccoglie le briciole di un turismo che si organizza altrove. Su queste cose, l’assessore regionale Casino ha incominciato a lavorare e speriamo che arrivi a qualche risultato. E’ un fatto che dall’anno della capitale europea, Matera si è limitata a vivere di rendita, e quello che doveva essere un punto di partenza è diventato un punto di sosta, o meglio di “siesta”, limitandosi ai tradizionali appuntamenti religiosi ( Natale, la Bruna) e non riuscendo a darsi un ruolo nella cultura inernazionale e un cartellone di eventi all’altezza della credibilità conquistata all’epoca di De Ruggieri. Ma la vera lacuna nella programmazione è la mancanza di percorsi regionali sinergici che ,partendo da Matera, impegni per una settimana il sistema di accoglienza regionale, con tappe nelle quattro zone della regione. il melfese, il Pollino, la costa tirrenica, il potentino, laddove “sistema di accoglienza” significa accordi con altri alberghi e con altri ristoranti. Su questo poco o nulla è stato fatto, col risultato che ogni zona vive in solitudine gli eventi , spesso in concorrenza e non in continuità. Che Matera sia la perla di questa regione non v’è dubbio alcuno, ma se questa città non mette in conto l’esigenza di trainare organizzativamente l’intero territorio, diventando la porta di accesso di un turismo lucano che lavora intorno ad un pacchetto unico, farà la fine di Monticchio, toccata e fuga da Foggia o da Bari. Nè è secondario il passo indietro compiuto da questo Governo regionale in ordine al piano pubblicitario, che non comprende più l’utilizzo della Televisione pubblica o privata. Un approccio estremamente produttivo avuto già 15 anni fa con le prime inserzioni nelle trasmissioni di Pippo Baudo e poi continuato su tutte le reti, fino a sfociare nelle trasmissioni di fine d’anno che tanto interesse hanno suscitato verso la Basilicata. In questa legislatura, fatta di molte chiacchiere e pochi fatti, il settore ha avuto un arretramento complessivo, dovuto alla mancanza di una vera strategia e alla sua sostituzione con un approccio ordinario, casuale e privo di spessore. Lo dimostra lo scarso ricorso ai grandi progetti del PNRR e dei Fondi di coesione dove solo alcuni privati ( vedi l’area acheruntina) sono riusciti a portare avanti un organico progetto di valorizzazione dei borghi. Come dire che laddove il pubblico non riesce muoversi e a far muovere le carte, ci riesce il privato interessato. Ora che si incomincia a parlare della prossima legislatura, c’è spazio per proposte organiche e per impegni da assumere. Basta però chiacchiere al vento e si metta su carta un vero progetto di sistema. Rocco Rosa
LA CITTA’ DI MATERA DORME SUGLI ALLORI
