C’è una Calabria che non indulge all’affarismo e alla logica del più forte ma che giorno dopo giorno senza clamore e senza proclami porta avanti la propria testimonianza sul rispetto della legalità e dell’ambiente. Il Sindaco di Tortora, Lamboglia, arrivato a gestire una cittadina che in fatto di speculazione edilizia e di costruzioni sul mare è da primato mondiale, si è messo in testa di chiudere quel cerchio speculativo e dare una speranza ai calabresi onesti e che aspirano a lavorare in pace sulla risorsa turismo. Ebbene, Lamboglia, sorretto da associazioni in prima fila nel rispetto della legalità come Libera-  ha ingaggiato un braccio di ferro sull’annosa questione di un depuratore che non depura alla foce del Noce e che col suo malfunzionamento crea danni enormi nel tratto di mare che unisce Calabria e Basilicata. Il fiume Noce scorre in territorio lucano e divide naturalmente la Calabria dalla Basilicata. Il depuratore è stato installato sul tratto calabro e , a fianco ad esso, un impianto di trattamento del residuo di depurazione, da utilizzare per il compostaggio.  Un impianto del genere, a ridosso del mare,e al centro di  un rilevante ecosistema a valenza comunitaria, interessa tantissimo la Basilicata e soprattutto le zone SIC  di Maratea. Più precisamente il SIC IT 9210265 “Valle del Noce”. “Sul fiume- scrive Italia Nostra- è accertata la presenza straordinaria della Lontra che determina la necessità di considerare di rilevante interesse conservazionistico l’intera ittiocenosi del fiume quale potenziale risorsa per il mantenimento del mammifero. Purtroppo tale presenza, insieme a quella dei pesci, è posta fortemente a rischio dalla compresenza dell’impianto di trattamento-rifiuti. A poco più di un centinaio di metri dalla foce del fiume Noce in sequenza continua,  si estendono i SIC della regione Basilicata: 1. SIC IT9210155 “Marina di Castrocucco”; 2. SIC IT9210160 “Isola di Santoianni e costa prospiciente”; 3. SIC IT9210015 “Acquafredda di Maratea”; e della regione Calabria nel comune di Praia a Mare 1 Regione Basilicata-Rete Natura 2000 – Carta di identità del Sito-Descrizione 4. SIC IT9310034 “Isola di Dino”, 5. SICIT9210035 “Fondali Isola di Dino-Capo Scalea”. Insomma una sequenza veramente notevole di habitat, di specie animali e vegetali unici in un tratto di costa di pochi chilometri ed al centro di tale area il fiume Noce che con la qualità delle proprie acque ha condizionato e condiziona fortemente la vita degli organismi marini e del mare; Già a partire dal 1992- dice la benemerita associazione-   è stato un susseguirsi di eventi riguardanti l’impianto di San Sago: moria di pesci nel fiume tra l’impianto ed il mare, un Tir viene sorpreso dai Carabinieri a riversare rifiuti pericolosi su un terreno adiacente il fiume Noce, indagini della Procura di Paola, sequestri di camion per il trasporto di rifiuti, , relazione dell’Ing. Magnanimi che parla apertamente di attività che avrebbero determinato un disastro ambientale. Insomma- ha scritto tempo fa Italia Nostra”  una vicenda che deve seriamente preoccupare le Autorità della Regione Calabria.

Su questa vicenda è intervenuta la stessa Regione Basilicata denunciando la situazione e chiedendo , insieme al sindaco di Tortora , una nuova AIA. Non solo ma l’Arpab è stata allertata per tenere costantemente monitorata la situazione sia a valle che a monte del Depuratore, non dimenticando che il fiume Noce tocca punti del territorio lucano nei quali l’inquinamento è notevole e sembra anche per impianti che lavorano detersivi e per la presenza della centrale idroelettrica del Cogliandrino . Insomma senza voler partire dalla coda di un depuratore che non depura, si avverte la necessità di fare piena chiarezza sull’intero ciclo dell’acqua trasportata dal Noce per affrontare una volta per sempre, e possibilmente in sinergia tra le due Regioni, l’intera questione di un fiume inquinato e di un depuratore che, non depurando, manda i rifiuti in zone marine di pregio e particolarmente protette. Su questa vicenda l’associazione dei balneari di Maratea si è mobilitata per dare piena adesione ai colleghi di Tortora e pieno appoggio al Sindaco della cittadina calabra, che dovrebbe essere preso ad esempio da tanti colleghi lucani e calabresi. A parziale soddisfazione di chi combatte il degrado, c’è da dire che stiamo assistendo in questi giorni ad una pulizia straordinaria della fondovalle del Noce, che era diventata non la via del mare ,ma la via dei rifiuti depositati da chi torna dal mare. Anche questa e’ una sconcezza che va evitata con una puntuale sorveglianza dell’Anas e possibilmente qualche sistema  di videosorveglianza. rocco rosa