ANNA MARIA SCARNATO
Nei titoli di apertura dei tg televisivi la notizia della scomparsa, a causa del Covid, di Franco Marini è stata annunciata insieme ad una frase presente nel discorso di insediamento alla Presidenza del Senato della Repubblica e che riproponeva il diritto all’uguaglianza di ogni persona e il riconoscimento al ruolo che andava a rivestire al servizio di tutti al di sopra di ogni forma di discriminazione.. E il suo impegno precedente nel campo sindacale non poteva che ispirargli una dichiarazione d’intenti più coerente di quella. “Sarò il Presidente di tutti”. Sembra una frase banale ormai inflazionata, pronunciata da chi , dopo le elezioni, promette di essere disponibile all’ascolto di tutti nella casa comunale, regionale o altro , palazzi di vetro per l’accoglienza e luogo di risposte a dubbi e problemi, ma che abbiamo imparato a raccogliere con scetticismo . Ma ancora più ci sorprende ascoltarla oggi e scorgere che tra tanti annunci e ritirate, è bello credere che la coerenza , fosse pure difficile riscontrarla nei pochi uomini e politici delle istituzioni, quando la si scopre, ti rinfranca ed è luce nella vita dell’uomo , testimonianza e coscienza della verità che esprime.
Ci mancano tanto questi esempi e noi stessi siamo assuefatti di fronte alla percezione dicotomica tra il pensare , il dichiarare e poi l’agire diversamente, costume forse divenuto comune tra gli uomini e che non riusciamo più a distinguere nella normalità dei comportamenti tanta è abitudine. Nel” Figlio dell’uomo” di Magritte l’autore ci racconta la scissione della realtà dall’uomo. Egli dipinge l’uomo scisso nelle contraddizioni della realtà moderna per dirci che il volto della nostra anima può essere nascosto in mille modi. Tra il manifesto e il latente esiste una netta separazione. L’autore invita a cercare il nostro vero volto, a scoprire la nostra anima, nonostante tutto, anche a costo di vivere una scissione dalla realtà alla quale abbiamo fatto un’ abitudine.(Psicologia delle contraddizioni – Teresa Di Matteo). Se riflettiamo sulle esperienze umane, infatti, possiamo scorgere come a volte i nostri comportamenti non trovano una sintesi di pensiero “ riflettuto”, studiato come non si è abituati a fare, poiché mentre ,per esempio, riconosciamo importanti alcuni vincoli nelle nostre relazioni affettive, d‘altra parte ,in tante occasioni ci caratterizziamo per il rifiuto di ogni impegno che ci possa limitare la libertà che rifiuta pesi d’impaccio. E mentre circa il 70% dei genitori o parenti anziani che prima viveva negli spazi dove i loro affetti erano nati , oggi, è affidato a badanti spesso volenterose , altre volte deprivatori dei loro risparmi e ricordi, e in tanti casi collocati in strutture assistenziali a causa di esigenze dettate anche da particolari condizioni personali e familiari, si piange per non poterli abbracciare per i rischi di contagio. In ogni caso si registrano due diverse sensibilità giustapposte presenti entrambe nel sentire umano, complementari e in un rapporto di compensazione. Se si riflettesse, scopriremmo che doveva arrivare un virus per farci notare quanto ci mancano i nostri affetti, quanta fugacità di sguardi sono stati a loro riservati nel mare di ansia generata dalla molteplicità di impegni ritenuti sovente prioritari, quanta indispensabilità abbiamo riconosciuto alle cose più che alle persone!
E’ facile anche osservare come molti operai , sfruttati e malpagati dai “padroni”, vengano ora attenzionati nelle rivendicazioni di questi ultimi a richiesta di ricovery per non licenziarli e per far fronte alle perdite subite per i guadagni mancati. E magari molti prima non palesavano gli esatti introiti e spese relative al personale. Quale altra incoerenza si ha bisogno di ricordare oltre quella rilevata nel comportamento dei tanti utenti della Scuola che non poche volte avevano giudicato l’operato dei docenti e l’efficacia delle strategie didattico-educative , entrando nel merito di scelte e iniziative e deprimendo il ruolo sociale dell’Istituzione scolastica, tentando di collocarsi in confini indistinti, ed ora si vogliono confondere tra quelli che da sempre hanno compreso il loro ruolo genitoriale appoggiando e accompagnando i processi educativi messi a punto per i loro figli. Ed essi, i primi a denigrare e ad aggredire i docenti, sono stati pronti a scendere in campo a manifestare per l’apertura necessaria delle Scuole quale servizio inderogabile , nel momento in cui,invece, si andava e si va rilevando , da parte di chi deve decidere, la priorità della salute e la difesa della vita dalla pandemia. Contraddizioni e smemoratezza, volubilità e superficialità ,incoerenza e ambivalenza le caratteristiche forse di ogni epoca ma più presenti in questa attuale e che spesso sono i prodotti di una conseguenza della precarietà dello stato identitario che non vuole o non riesce a vedere l’unità e a scoprire la profondità dell’esperienza di vita. Tutto questo è frutto di una riflessione nata dall’ascolto di un titolo di un annuncio del tg serale e che mi ha portato dove forse ho desiderato andare, a scandagliare l’anima umana e le sue molteplici strutture antropologiche ed etiche per aiutare anche me come persona a comprendere in modo nuovo i tanti voltagabbana, che vivono senza obiezione di alcun principio, secondo comportamenti antitetici tra loro e sono tanti, che ora forse stonano ancor di più in una Italia che può dirsi fiera delle persone come Franco Marini che ha mantenuto viva la testimonianza di una coerenza di vita professionale nella presidenza della CISL, istituzionale in quella del Senato e soprattutto umana.
