Tutti sanno che una economia che dipende dal pubblico, dagli appalti, dai finanziamenti è una economia che non realizza il massimo di produttività e che rischia di disperdere le potenzialità a favore di chi interviene a gamba tesa, facendo la parte del leone senza averne meriti e capacità ma solo con la sua pervasività nel sistema patologico di un tessuto istituzionale. I tentativi di estirpare questi comportamenti vengono fatti a più riprese ma con efficacia altalenante, basti pensare al passo indietro fatto sul ruolo di Raffaele Cantone e per il quale il presidente Gentiloni si è impegnato a trovare un rimedio legislativo. In questa scia di cose che si fanno e cose che si tolgono entra anche un protocollo appena firmato dal Ministro dell’Interno e la Confapi, a margine del quale, il segretario regionale lucano dell’organismo associativo, De Salvo, ha avuto modo di sottolineare il valore rispetto ad una politica di  prevenzione contro l’infiltrazione mafiosa negli appalti  per lavori, servizi e forniture. Il protocollo ha, tra l’altro, come oggetto uno scambio tra procedure più snelle nel rilascio delle attestazioni antimafia  e assunzione di responsabilità da parte delle imprese aderenti all’Associazione e che il protocollo vorranno firmarlo.
“Con la sottoscrizione del Protocollo – spiega De Salvo – il Ministero dell’Interno agevolerà il rilascio della documentazione antimafia attraverso la rete delle Prefetture nei confronti delle imprese associate a Confapi aderenti al protocollo e dei loro partners, subappaltatori e fornitori. Dal canto nostro, noi ci impegniamo a sensibilizzare le imprese associate ad aderire al Protocollo e a promuovere specifici corsi di formazione per diffondere la cultura della legalità”.
In sostanza, firmando il Protocollo, Confapi si è assunta l’impegno di promuovere presso le imprese associate l’etica della responsabilità, sia nella scelta dei propri partner, subappaltatori e fornitori, sia nel dovere di denunciare le estorsioni subite e altri reati.
Il Ministero dell’Interno, a sua volta, si è impegnato a semplificare le procedure di rilascio della documentazione antimafia.

Il Protocollo d’Intesa sulla Sicurezza e sulla Legalità durerà 3 anni, con possibilità di rinnovo tacito per altri 3 anni.“Ci auguriamo – dichiara il presidente di Confapi Matera Massimo De Salvo – che ciò possa favorire la competitività delle nostre aziende e agevolarne l’accesso agli appalti”.