Parte del merito va alle fonti rinnovabili italiane. Ad agosto infatti la produzione delle FER ha contribuito per il 49,8% alla generazione totale netta nazionale, fornendo più di 11.300 GWh. E coprendo quindi il 43,8% della domanda elettrica dell’Italia. Il maggior contributo verde? Quello della produzione idroelettrica rinnovabile (al 34,7% nel mix di generazione rinnovabile) e della produzione fotovoltaica (33,3%). Segue il contributo dell’eolico, delle biomasse e quindi della geotermia.
“Proseguono – spiega Terna in una nota stampa – il recupero della produzione da fonte idrica (+49,8%) e la crescita del fotovoltaico (+19,8%). In aumento anche la produzione da fonte eolica (+43,8%). In flessione la produzione da fonte termica (-20,5% con una variazione del -57,2% della produzione a carbone) e la geotermoelettrica (-3,7%)”.
Estendendo lo sguardo a tutto il 2023, si evidenzia come la produzione rinnovabile abbia contribuito in 8 mesi per il 43,7% alla produzione elettrica totale netta, in aumento rispetto al progressivo 2022 (36,9%). Merito anche dell’incremento della capacità verde italiana: più 3.470 MW aggiunti da gennaio ad agosto 2023 (di cui 3.124 MW solo di fotovoltaico), che diventano 4.770 MW se si guarda agli ultimi 12 mesi.
Nei primi otto mesi dell’anno, sottolinea Terna, “si osserva come l’effetto combinato della diminuzione del fabbisogno, dell’aumento dell’import e della crescita delle fonti rinnovabili abbia comportato una rilevante contrazione della produzione da fonte termica (-16,6%) con una conseguente riduzione dei consumi gas per produzione termoelettrica stimabile in circa 3,3 miliardi di standard metri cubi rispetto all’analogo periodo del 2022″.
