Ho percepito da subito che in questa vicenda della presidenza del Consiglio mancava qualcosa, ma non sono in questi giorni riuscito a capire che cosa. Una sensazione labile, latente eppure fastidiosamente presente come un capello davanti agli occhi. Poi è arrivato il comunicato stampa del consigliere Nicola Benedetto e mi si è aperto il cervello: ecco! finalmente l’opposizione ha deciso di intervenire democraticamente per mettere termine a questa sceneggiata e consentire che si dia un Presidente all’Assemblea, per dare il messaggio al popolo che le Istituzioni sono di tutti e che nessuno può permettersi di privatizzarle. Macchè! Scrive il consigliere Nicola Benedetto, fino a due mesi fa del centrosinistra e elettoralmente collocatosi nel centrodestra con una velocità trasformistica da umiliare Houdinì se fosse vivo, che “ dopo giornate di tavoli, riunioni di maggioranza, nel Pd, di correnti del Pd, di incontri personali, un’altra intera mattinata non è bastata per indicare una proposta e per assumere una responsabilità. La gente non ne può più di tutto questo anche perché l’elettorato, poco più di un mese fa, ha emesso un verdetto chiaro e netto contro queste pratiche politiche alimentate e perpetrate da questa classe dirigente che dimostra di non aver compreso la lezione del voto”. Si, una frase è condivisibile: la gente non ne può più di questo teatrino impazzito dove ognuno esce da una porta e rientra dall’altra, recitando parti diverse e interpretando peprsonaggi diversi nella stessa commedia. Per queste persone, la colpa è sempre degli altri, l’insuccesso è sempre degli altri e , anziché fermarsi alla questione del giorno, si storicizzano i giudizi con una disinvoltura impressionante, dimenticando che fino a ieri tutti si sono comportati alla stessa maniera e che oggi, proprio per recuperare quella credibilità perduta, ognuno dovrebbe adoperarsi per far cessare questi comportamenti, indipendentemente dal posto che occupa in Consiglio regionale. Lo stesso fatto che l’opposizione non sia in grado di produrre una candidatura alternativa facendo valere il diritto a presiedere un’Assemblea che è di tutti e non è espressione di maggioranza, significa che si cerca la polemica facile, non la funzionalità di un organo che è rappresentativo della società democratica. Più esplicito il consigliere di Flli d’Italia, Gianni Rosa, il quale sostiene che Pittella arriva tardi nel voler ” recuperare un rapporto di rispetto istituzionale con le minoranze che, al di là dei toni, dovrebbe essere sempre presente. Non ci possiamo fidare di chi tenta fino all’ultimo di ‘usare’ gli altri”. Dire vedetevela voi, e lasciare che quella residua credibilità di questa legislatura venga messa sotto i piedi, non mi sembra il pensiero di chi abbia meditato sul senso generale della sconfitta. Anche perchè il voto non ha certo risparmiato nè la formazione di Fitto nè quella della Meloni e bisognerebbe concludere che in quel “ verdetto chiaro” emesso dall’elettorato siano stati inseriti tuttre le formazioni presenti in Consiglio regionale ad eccezione dei cinque stelle. Questo per dire che vanno presi ad esempio i cinquestelle quando nel fare le liste hanno posto una pregiudiziale: nessuno che abbia fatto politica finora. Ecco, ci sarebbe da farne una norma generale. Il rinnovamento non si fa cambiando i ruoli, ma le persone.
LA DIGNITA’ DEL CONSIGLIO RIGUARDA TUTTI, ANCHE L’OPPOSIZIONE
