antonio molfese
Disuguale è l’ aspettativa di vita degli italiani legata alla residenza , al livello di istruzione, alle condizioni sociali ed all’ accesso all’assistenza sanitaria pubblica. Questi sono i dati pubblicati dall’Osservatorio sulla Salute della Cattolica
In Campania gli uomini vivono mediamente 78,9 anni e le donne 83,3, mentre a Trento gli uomini arrivano a una media di 81,6 anni e le donne 86,3.. La dinamica della sopravvivenza, tra il 2005 e il 2016, ha dimostrato che i divari sono persistenti, in particolare Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise, Basilicata, Lazio, Valle d’Aosta e Piemonte e restano costantemente al di sotto della media nazionale. Non meno gravi sono i divari sociali di sopravvivenza legati al grado di istruzione perchè influenzano direttamente gli stili di vita e condizionano la salute delle future generazioni. Un cittadino può sperare di vivere 77 anni se ha un livello di istruzione basso e 82 anni se possiede almeno una laurea; tra le donne il divario è minore, ma pur sempre significativo: 83 anni per le meno istruite, circa 86 per le laureate.
Alle disuguaglianze di salute si affiancano quelle di accesso all’assistenza sanitaria pubblica, si tratta delle rinunce, da parte dei cittadini, alle cure o prestazioni sanitarie a causa della distanza delle strutture, delle lunghe file d’attesa e dell’impossibilità di pagare il ticket per la prestazione.
Questo è il motivo per cui si è avanzata la proposta da parte del CENTRO STUDI SULLA POPOLAZIONE TORRE MOLFESE, sostenuta dal PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI MEDICI DI MATERA,dall’ASSOCIAZIONE MEDICI EUROPEI di BRUXELLES, dall’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ e dalle Istituzioni Sanitarie della Regione Basilicata di far diventare MATERA CAPITALE DELLA TELEMEDICINA,dove come centro per la regione si potrebbero utilizzare tecnologie innovative che darebbero la possibilità a tutte le persone bisognose di assistenza e cure di poterne usufruire.
Abbiamo avanzato delle proposte,ma ci sono poche risposte concrete alla realizzazione di progetti che permetterebbe ad esempio ad un anziano, che necessita di una valutazione multidimensionale(per assistenza e cura),di eseguire l’esame senza spostarsi dalla sua residenza,con pochi patemi d’animo e senza spese aggiuntive.
E’ fondamentale la cultura per un paese!.Ma se a Matera capitale della cultura 2019 si affiancasse MATERA CAPITALE DELLA TELEMEDICINA sarebbe una grande vittoria.
Antonio Molfese medico giornalista
