MARIA TERESA D’AIUTO

MARIA TERESA D'AIUTO

Dalla donna curvy all’eterno femminino goethiano.

 

 

Nei nostri tempi ipermoderni pare che questa competizione si riferisca anche all’aspetto intellettivo.
In questo particolare momento della storia della moda, dopo l’esagerazione delle modelle anoressiche, è stato necessario dare una virata allo stile da adottare e non certo per fini filantropici.
Sono stati dettati i nuovi canoni di bellezza, rappresentati dalle modelle plus size.
Non solo, ma sono state valutate al massimo le stesse donne formose che per tanti anni sono state messe in un angolo, reiette, per non avere il fisico da modella.
Il dictat della passerella negata alle più in carne aveva notevolmente influenzato il modo di percepersi della donna e non credo che sia cambiato, a meno che il nuovo nella moda non le incoraggi. Aveva creato in queste non pochi disturbi psicologici e se non proprio così, una scontentezza continua, divenendo vittime di diete feroci, spesso inefficaci e a volte talmente drastiche da causarne la morte.
Chi se l’è potuto permettere ha speso una fortuna in trattamenti estetici.
Dei quali è sempre bene approfittare, per mantenere l’armonia del viso, per star bene, ma senza patemi.

Ora, provvidenzialmente, dall’alto è stata presa una decisione: la donna Curvy è bella; e le nostre home, i social da non molto tempo hanno cominciato a proporre foto di corpi alternativi o almeno così era stato deciso che fossero percepiti.
Corpi che, in realtà, sono belli, ma di questo, dettami di moda a parte, ci si accorgeva già prima, soprattutto da parte dei lui che hanno sempre apprezzato le morbide forme femminili.

E quel che più conta, si è deciso che la donna curvy è più intelligente della magra, secondo uno di quegli studi che ogni tanto si fanno in America.

La novità che fa pensare è arrivare a misurare l’intelligenza femminile in base al suo peso…
Non sarà, in assenza di sicure argomentazioni in merito, che si siano ritenute meno intelligenti le modelle che non mangiano per sfilare?
Ecco, allora, che il numero dei like è cresciuto a dismisura sotto l’articolo che decanta il lavoro di studiosi californiani.
Essi hanno studiato i cervelli di dodicimila donne curvy, arrivando alla conclusione che la loro materia grigia supera di gran lunga quella della categoria opposta.

Non si sa se la ormai celebre modella ventinovenne, Ashley Graham oltre che di bellezza formosa, sia dotata anche di una suprema intelligenza.
Probabilmente sì perché è tra le 100 persone più influenti al mondo.
E non si sa se sarà capace, insieme alle altre modelle plus size, di far dimenticare le “avversarie”, modelle magre, generalmente bionde, stile barbie, eccezion fatta per la stupenda Naomi, leggera come una gazzella; tutte dai guadagni stellari.

Il business…

La donna che ha capito e che ha imparato a vivere in armonia con se stessa, si contrappone in maniera intelligente, è il caso di dirlo, sapendosi “portare”.
E tante che conosco si sanno portare, illuminando con la loro bellezza e con quell’aura femminile, unica per ciascuna, ciò che gli è intorno, non disdegnando trattamenti per la cura di sé, che non hanno nulla di nevrotico, nella scelta.

La fisicità resta il cardine su cui la moda gioca le sue carte, sempre vincenti, ovviamente, ma questa volta ha potuto, senza volerlo, forse, aggiungere la dote dell’intelligenza, col supporto dell’indagine dell’università californiana.

Sappiamo, però, e fa piacere ricordarlo en passant, di modi diversi di pensare alla donna, della quale non viene indicato alcun elemento riferito al corpo, nè all’intelletto, come si evince, ad esempio, dalla celebre frase
“cherchez la femme!”, dal sapore poliziesco, caro ad Agatha Christie.

Per dire con A. Dumas che ella è dappertutto, e se c’è qualcosa che non va è solo colpa sua e bisogna cercare la colpevole.

C’è la donna potente de “Il collare della colomba”, trattato sull’amore,dell’arabo Ibn Hazm, secondo le regole dell’Amor cortese., risalente all’anno 1000, all’incirca.
(Tema che sarà ripreso nella letteratura francese, spagnola, italiana.)
Lei, padrona assoluta dei sentimenti del cavaliere…

O l’eterno femminino , espressione divina con cui W. Goethe ha pensato a questa creatura, nel Faust.
Principio femminile, forza che attira, distrugge e ricostruisce.
Il mistero, il tramite della trasformazione tra il maschio e lo stato finale unico dei due sessi: l’uomo assoluto.

Altra visione.

Ci potrà mai essere un modo filosofico, elevato, di pensare alla donna, alla base di un sistema basato sul guadagno?