La Nuova dà conto del fascicolo aperto dalla Corte dei Conti sugli emolumenti dati dal presidente Bardi al suo capo Ufficio stampa e sul presunto danno erariale creato da un anomalo aumento di stipendio non solo rispetto al passato ma anche rispetto agli stipendi in vigore per i dirigenti generali . La stessa cosa è stata fatta per alcune figure apicali della struttura di vertice che il presidente ha organizzato intorno alla sua persona, tutte prese con carattere fiduciario , a prescindere dal merito e dai titoli. I lettori ricorderanno (https://www.talentilucani.it/60426-2/) che su questo modo di fare il Sindacato dei dirigenti regionali ha scritto lettere di fuoco e predisposte denunce pubbliche, argomentando che a) prima di procedere alla scelta di dirigenti esterni bisognava, come dice la legge, esperire l’interpello dei possibili candidati interni in possesso dei requisiti richiesti per ogni singolo posto ( e quindi riducendo di molto lo spazio per la scelta fiduciaria); b) che i dirigenti esterni non potevano superare complessivamente il limite del dieci per cento dei dirigenti in organico e c) che comunque ciascun dirigente preso dall’esterno non può rimanere in carica oltre il quinquiennio. Per parte nostra aggiungemmo che la magistratura, quella penale e quella contabile, non hanno l’abitudine di avvertire per tempo che certe scelte varcano il confine della legittimità, e presentano il conto quasi sempre alla fine del mandato, con il che assicurando agli amministratori in carica un lungo periodo di frequentazione delle aule di giujstizia . Una sorta di turismo giudiziario, con cui molti esterni alla regione sinora hanno avuto a che fare. E l’ottimo Nino Grasso ha toccato solo il primo punto delle tre illegittimità denunciate dal Sindacato FEDIRETS, Area DIRER,, che a distanza di 4 anni ,stanno trovando riscontro in sede di controllo della Magistratura contabile. Se il buongiorno si vede dal mattino c’è da estendere di molto la casistica del danno erariale perpetrato dal Governo regionale uscente, vuoi per gli aumenti dati in maniera che si presume arbitraria,  vuoi per il mancato interpello. Messe insieme tutte queste cose , emerge con evidenza che la discrezionalità di cui il Presidente Bardi si è appropriato nell’organizzare a proprio uso e consumo la struttura di vertice, non solo è una palese violazione della legge Bassanini, sulla separatezza imposta tra politica ed amministrazione, ma è anche un vulnus che può inficiare molti provvedimenti adottati con il rischio di nullità. La Giustizia è lumaca, ma quando arriva ha la bava alla bocca. Noi l’avevamo detto già quattro anni fa.Inascoltati   Rocco Rosa

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