Giovanni Benedetto

La fibra ottica è costituita da una fibra di vetro del diametro molto inferiore a quello di un capello. All’interno puo’ essere costituito da un anima di vetro e rivestita da un materiale diverso, solitamente polimeri , in modo che quando è percorso da un raggio luminoso essa sfrutta il principio della rifrazione tra i due materiali diversi per propagarsi lungo tutta la sua lunghezza. Trattandosi di segnali elettrici che devono passare, all’estremità della fibra ci sono dei trasduttori elettrico -ottici in trasmissione e viceversa ottici-elettrici in ricezione, che provvedono alla conversione della natura dei segnali.
Nel campo delle telecomunicazioni hanno fatto l’esordio negli anni 70, dobbiamo aspettare gli anno 90 per avere una tecnologia matura per utilizzarla in molti campi di applicazione.
Si presta molto bene al trasporto dei segnali video, radio e dati perché rispetto ai carrier convenzionali, cavi coassiali e ponti radio, presenta una larghissima banda di utilizzo con basse attenuazioni dell’ampiezza dei segnali.
A causa delle sue performanti prestazioni, già nel 1993, l’ex monopolista telefonico, la Sip, aveva deciso, col ” progetto Socrate” , di sventrare le strade cittadine per portare la fibra all’interno di ciascun palazzo.Inizialmente era previsto di servire 10 milioni di italiani.
Molti ancora ricorderanno degli spezzoni di tubi di plastica di colore bleu che fuoriuscivano dai pozzetti appoggiati per tanti anni alle pareti dei palazzi.
La rete fu definitivamente spenta nel 2003 dopo che fu abbandonata anche l’idea di usarla per favorire la tecnologia della televisione digitale: DVB-C.
Un’occasione che privò gli italiani di vedere con 13 anni di anticipo una televisione digitale via cavo di qualità già agli inizi degli anni 2000; molto probabilmente per non disturbare il monopolio RAI-Mediaset che si giocava via etere.
La burocrazia è la nemica naturale della tecnologia: viaggiano a velocità molto diverse e spesso accade che un progetto approvato in ritardo viene superato dalle nuove tecnologia che l’industria mette in campo nel lasso di tempo che i burocrati decidono.
Cosi saltò il progetto Socrate e tutti gli investimenti fatti perché la monopolista Sip si rese conto che la prevista velocità dei 30 mb/s si poteva raggiungere anche con una linea ADSL in rame dell’ultimo miglio, grazie a sistemi più evoluti di compressione dei segnali digitali.
Il problema del cablaggio delle reti in fibra ottica fino alle abitazioni, tecnologia FFTH, è ritornato negli ultimi anni per la quantità dei nuovi servizi che l’informatica ha implementato oltre al maggiore uso che delle reti informatiche fa l’utenza.
Già nel periodo del lockdown ci siamo resi conto, tutti, dei limiti strutturali che le attuali reti informatiche presentano sia negli uffici pubblici che nelle abitazioni private: la lentezza o a volte l’assenza del servizio.

Bisogna anche evidenziare che la velocita’ media del segnale dati che i gestori vari ci consegnano nelle nostre abitazioni, si aggira intorno ai 3-4 mb/ sec, molto al di sotto di quelle teoriche che ci assicurano in sede contrattuale.
Ciò si evidenzia maggiormente nelle ore di punta in cui la rete è condivisa da una moltitudine di utenti.

Per incrementare le capacità trasmissiva e l’accesso alle reti digitali su tutto il territorio italiano nel 2015 furono indetti tre bandi per potere cablare 7712 comuni a fronte di un investimento di 2,7 miliardi.
A regime ogni utente avrà a disposizione presso la propria abitazione una fibra ottica che trasporterà segnali alla velocità di 1 gb/sec.

Da anni che sentiamo parlare dai gestori di telefonia di fibra ottica e di alte velocità, di fatto hanno solo contribuito ad aumentare la confusione e ad illuderci.
La vera rivoluzione potrebbe iniziare già nel prossimo anno con la messa in esercizio delle prime fibre di vetro che manderanno definitivamente in pensione il vetusto doppino telefonico e l’obsoleta tecnologia ADSL.