Oggi si vota.
Un voto mai cosí incerto, frammentato, confuso. Una campagna elettorale mai cosí imbarbarita e violenta. Sulla domenica del voto, a dispetto dei social network che hanno reso il silenzio pre elettorale una mera formalitá ampiamente tradita, cala la quiete dell’attesa, come la bonaccia prima del fortunale. Una attesa, almeno per quello che mi riguarda, decisamente disillusa e priva di orizzonti. Non c’é infatti praticamente nessuno dei tanti scenari elettorali prefigurati che mi sentirei di augurarmi. Nessuno. Che vincano i movimenti razzisti e xenofobi, o quelli abitati da candidati improbabili e raffazzonati, sará comunque una brutta prospettiva. Significa che potrebbe andare al potere gente irragionevole, senza alcuna preparazione specifica, sicura di poter risolvere, con la faciloneria di chi non sa di cosa parla, problemi complessi e di vecchia data, che richiedono ben altre tempre e studi. Ho perfino visto alcuni amici, persone di cui avevo una certa stima, candidarsi con alcuni di questi movimenti, e il mio stupore é stato perfino superiore allo sconforto, alla nausea di veder difendere posizioni indifendibili per il solo desiderio di uno strapuntino in un’area politica al Sud meno affollata di altre.
Che vincano movimenti di maggiore spessore, o almeno che contengano le perdite, é un’altra previsione che lascia i cittadini confusi e molto poco persuasi. Certo, qualche competenza non voglio dire da statista, ma almeno da persone con un minimo di esperienza di governo, lá in mezzo ci sta. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere l’occupazione militare di ogni spazio disponbile, la spocchia, l’arroganza di avere sempre ragione e di dover annichilire qualunque opposizione, con puntuali epurazioni non di facciata. Anche qui, ho visto molti affrettarsi a salire di corsa sul carro del possibile vincitore, per riscattare piccole carriere politiche molto opache, in particolare in vista del voto amministrativo. Sono saliti cosí di corsa da strapparsi i vestiti, lasciando a terra orgoglio e dignitá.
Gli altri partiti avranno – temo – risultati che li condanneranno alla irrilevanza. Auguro loro di sbagliarmi.
Come ho giá scritto altrove, ho a lungo desiderato di ascoltare un candidato che mi dicesse cose oneste. Non l”onestá farlocca e presuntuosa che va tanto di moda, ma quella umile di chi sa di cosa sta parlando, e sa che non tutto si puó promettere. Qualcuno che mi dicesse: questo problema possiamo affrontarlo e risolverlo, in questo modo; quest’altro problema pure possiamo affrontarlo e FORSE risolverlo, ma ci vorrá tempo; quest’altro problema, invece, non vi voglio prendere per i fondelli, é risolvibile solo se al governo ci va San Pio da Pietrelcina. Una voce umile che rispondesse alle mie domande di senso, e che ascoltasse proposte ragionevoli dei suoi elettori. Un candidato che parlasse con voce umana. Non ne ho sentiti.
Perció aspetto lunedí con la disillusione di chi non si aspetta nulla. Sperando che non sia l’ultima volta che sono andata a votare. E no, non ve lo dico per chi voto.
