I 95 minuti con il Palermo sono stati un proficuo allenamento per approcciarsi al meglio alla gara di mercoledì prossimo con il Porto. Sulla vittoria, la ventinovesima consecutiva allo Stadium, nessuno nutriva il minimo dubbio ed alla fine le cose sono andate esattamente nel modo prefigurato alla vigilia da Max Allegri. Ossia non avere incontrato nessuna difficoltà e non aver sprecato troppe energie per travolgere i rosanero. E’ bastata una partita normale nella quale, quando la Juve ha deciso che era arrivato il momento di accelerare, lo ha fatto con una spietatezza e un cinismo che una grande squadra deve avere nel suo dna. Per fiaccare il Palermo i bianconeri hanno usato un’arma a loro molto congeniale: le palle inattive. Che hanno visto protagonista Dybala che ha prima scodellato un pallone invitante in area per Higuain il cui tiro è stato respinto dal portiere siciliano e sulla cui ribattuta si è fiondato Marchisio per depositare nella rete sguarnita e successivamente ha infilato Posavec con una magistrale esecuzione che è andata a morire là dove il portiere del Palermo non sarebbe potuto arrivare mai. Pura accademia si è registrata nella ripresa dove il protagonista è stato Gonzalo Higuain che ha prima ripetuto l’identica prodezza di Cagliari per scavalcare il portiere siciliano e poi con una invenzione straordinaria che solo i grandissimi come l’argentino sanno fare, ha imbeccato con un tacco magico l’inserimento al tiro a botta sicura di Dybala. Scontato anche che nel corso della partita ci siano stati evidenti calo di tensione di tutta la squadra che ha consentito in una circostanza al Palermo di impegnare in una difficile parata Buffon che se l’ è cavata alla grande e dopo l’intervento ha incenerito i compagni con uno sguardo per la troppa libertà concessa a Nesteroswki. Cali di concentrazione che hanno fatto arrabbiare Allegri in più di qualche circostanza. Oltre ai tre punti preventivati, l’occasione è stata propizia ancora una volta per procedere a un turn over abbastanza corposo utile a risparmiare più di qualche titolare in vista della trasferta portoghese di Champions. Ma la partita di ieri sera ha dimostrato una verità incontrovertibile: per fare funzionare al meglio la nuova disposizione tattica inaugurata con la Lazio, occorrono gli stessi interpreti che la stanno interpretando, con buoni margini di miglioramento, da quando Allegri l’ha messa in pratica. Infatti, rimasti in panchina Pjanic e Cuadrado e out Mandzukic per squalifica, lo schieramento ha perso di qualità e Allegri è stato costretto spesso a cambiare assetto e posizioni di alcuni giocatori in campo. Anche se in questa circostanza a fare la differenza sono stati i singoli piuttosto che la disposizione tattica in campo. Tra le note positive ha funzionato bene la coppia dei centrocampisti centrali formata da Khedira e Marchisio ai quali ha poi dato anche un aiuto molto concreto Sturaro con la sua foga agonistica e il suo frenetico movimento. Ma l’ex giocatore del Genoa ha trovato qualche difficoltà nel saper adattarsi al ruolo e ai compiti che svolge attualmente Madzukic. Insomma per continuare ad insistere anche in Champions contro il Porto con il 4/2/3/1 non si potrà prescindere dall’impiego della stessa squadra delle ultime cinque partite di campionato e di Coppa Italia con il Milan. Questo, però, non vuol dire che Allegri ha abbandonato del tutto anche le altre idee tattiche che la squadra ha avuto modo di sperimentare già in altre occasioni e che possono venire buone anche a partita in corso. Ma ormai la strada è stata tracciata e quel che conta è che i giocatori hanno dimostrato di aver metabolizzato il nuovo corso senza apparente difficoltà e hanno capito che la qualità messa in campo in dosi così massicce consente alla Juve di essere molto produttiva e soprattutto non lascia agli avversari tanti punti di riferimento con i quali trovare gli antidoti giusti per mettere in difficoltà la squadra di Allegri. Semmai il lavoro del tecnico deve continuare anche per cercare nell’organico altri interpreti che possano non snaturare la nuova organizzazione di gioco e consentano ai vari Pjanic, Dybala, Mandzukic, Khedira e Cuadrado di avere la possibilità a turno di rifiatare. Perchè la stagione ormai è entrata o per meglio dire dalla prossima settimana entrerà nella fase più topica perché gli impegni saranno molteplici e la Juve vuole andare fino in fondo in tutte e tre le manifestazioni in cui è impegnata. Per adesso il pensiero è rivolto alla sfida di mercoledì prossimo in Portogallo contro una squadra che complessivamente è dotata di buone doti tecniche e di un gioco che verte sul possesso palla con improvvise verticalizzazioni che nelle speranze del Porto devono mettere in difficoltà la retroguardia juventina. Allegri conosce molto bene le caratteristiche degli avversari e sa bene che la sua squadra ha tante frecce nell’arco per imporre la sua organizzazione di gioco. Per intanto toccherà alla Roma e al Napoli tutta la pressione di rispondere al successo della Juve sul Palermo. Mentre la Roma è su di giri dopo il roboante trionfo a Villareal, qualche problema di natura psicologica potrebbe incontrare il Napoli sul campo del Chievo. E questo non per i riflessi della sconfitta con il Real Madrid che ci poteva anche stare, quanto per la guerra fredda scatenata dal presidente De Laurentis contro il suo allenatore Sarri per le scelte compiute al Bernabeu. Che un minimo di effetto destabilizzante ha sicuramente provocato visto che lo stesso presidente ha imposto il silenzio stampa a tutti i tesserati a partire da giovedi scorso.