Si discute sia in Federcalcio che tra i presidenti di lega del futuro dei campionati di calcio.
Nel calderone ci sono tanti problemi rimasti in sospeso.
Ci sono i mancati stipendi dei calciatori, i mancati introiti delle società e il blocco da parte delle televisioni accreditate dei pagamenti dei diritti televisivi alla lega di serie A.
In serie A i club parlano di una perdita che si aggira dai 300 ai 500 milioni di euro.
Le spese più significative dei bilanci delle società di serie A sono la voce stipendi per i quali le società hanno chiesto uno slittamento a fine anno per i pagamenti delle ultime 4 mensilità.
Il sindacato calciatori è disposto a rinunciare allo stipendio del mese d’aprile, in cui non scenderanno in campo nemmeno per allenarsi. Oggi la questione sarà posta all’assemblea straordinaria della Lega Serie A, ma sulla questione sembra che la lega sia orientata più ai tagli degli stipendi che allo slittamento dei pagamenti.
Tutte incertezze che si potranno sciogliere solo dopo che il governo avrà deciso, in comune accordo con le autorità sanitarie, la data in cui le squadre potranno iniziare a radunarsi.
La Federcalcio individua il 20 di maggio come data probabile per ricominciare, la Lega pensa al 2 giugno.
Insomma i vertici del calcio spingeranno per non interrompere il campionato al fine di ridurre al minimo le perdite e portare a termine il campionato.
Di avviso opposto è la decisione della lega di serie C,che non essendo interessata al giro di milioni della serie A, vorrebbe congelare il campionato all’ultima domenica giocata l’otto marzo scorso e pensare già al prossimo.
Rimarrebbe in sospeso il saldo degli stipendi dei calciatori degli ultimi quattro mesi.
I presidenti di calcio sono disponibili a versare uno stipendio sui quattro rimanenti e chiedere la cassa integrazione per i mesi scoperti.
Di diverso avviso è l’associazione calciatori che ritiene la cassa integrazione una via impraticabile visto che l’integrazione governativa copre meno del 50% di una remunerazione media.
La partita più interessante per la lega C è la ristrutturazione societaria e dei campionati già a partire dal prossimo campionato.
Lasciare tutto inalterato come prima e riprendere dopo una crisi economica sociale di questa portata, è una scelta rispetto alla qualesarà difficile ottenere la disponibilità economica di tutte le società.
Sembra molto avanzata l’ipotesi di formare due gironi di serie B: uno centro-Nord e l’altro centro-Sud, di 20 squadre l’una.
L’altra importante novità è una serie C per semiprofessionisti con vantaggi fiscali e condizioni di ingaggio meno dispendiose per le società.
Flessibilità anche sui contratti; ad un professionista che scende di categoria in serie C il contratto verrà ridotto e adeguato agli stipendi dei semiprofessionisti.
Un’altra agevolazione per i club è di ridurre anche il numero degli over e inserire in rosa più under per incentivare a investire nei settori giovanili e risparmiando sul monte ingaggi.