espedito moliterni

Sarebbe un gravissimo errore derubricare la decisione di Enzo Santochirico di abbandonare la competizione  per la carica di Sindaco della città di Matera ad un fatto contingente legato alle dinamiche elettorali locali, ai posizionamenti dei partiti o di parti di essi, alle ambizioni legittime dei singoli protagonisti, all’ inconsistenza  e latitanza di buona parte della dirigenza regionale e provinciale in particolare dei maggiori partiti presenti in città.

In realtà la decisione di Enzo Santochirico ha aperto uno squarcio sul flebile velo che copre il vero problema: che si definisca campo largo, campo progressista o centrosinistra, allo stato attuale non c’è nulla di tutto questo, a livello nazionale come a livello locale, in quanto non esiste un perimetro chiaro della coalizione, un programma definito, un federatore/una federatrice, un metodo per la scelta della classe dirigente, con particolare riferimento all’individuazione di chi deve assumersi l’onere di guidare una città e/o una Regione.

Per alcune settimane i rappresentanti delle singole componenti del cosiddetto campo largo si sono incontrati  per individuare il perimetro della coalizione e il candidato sindaco. Ma, come era facilmente prevedile, in assenza di metodo e di un programma condiviso, non solo non sono riusciti a individuare le relative risposte , ma si sono aperte voragini politiche tanto da provocare un’implosione della presunta coalizione.

Nel frattempo, Vincenzo Viti e Lorenzo Rota hanno proposto a tutte le forze politiche della città un programma di governo e, nello steso tempo, un gruppo di giovani ha proposto le primarie aperte ( il metodo) per individuare il candidato sindaco. Non entro nei particolari di quello che è avvenuto, ma come si sa, è nata una nuova coalizione politica, con un proprio candidato sindaco, alla quale stanno aderendo numerose forze politiche del centrosinistra e singole personalità di quello schieramento.

Una coalizione che è nata scegliendo un metodo valido e apprezzato dai cittadini ( le primarie) e un programma, redatto da Viti e Rota, opportunamente integrato non solo dalle forze che hanno partecipato alle primarie , ma anche dai singoli cittadini. Insomma metodo e programma si sono integrati sapientemente e a Matera è nata una coalizione credibile che, al di là delle etichette che in questo momento è superfluo attribuire, competerà alla destra l’amministrazione della città nei prossimi anni.

E’ l’embrione un nuovo centrosinistra? Vedremo.

Di certo sappiamo che, a seguito della formazione di un nuovo schieramento politico, il tavolo progressista si è progressivamente svuotato.

Credo sia doveroso dare atto a Vincenzo Santochirico di aver profuso tutto il suo impegno per creare una coalizione forte e coesa; fra l’altro, è da diversi mesi che, con il suo Progetto Comune, ha organizzato diversi partecipati incontri programmatici, ma si è arreso, con dignità, a fronte dell’inconsistenza di una coalizione che è ancora tutta da plasmare, non solo a livello locale.

Ed allora, quale la lezione di quello che è avvenuto, il cui prezzo maggiore è stato pagato proprio da Santochirico?

Come accennavo all’ inizio di queste brevi considerazioni, è divenuto improcrastinabile la necessità di riconoscersi in una coalizione che si dia delle regole per il metodo di selezione della classe dirigente, che individui un programma condiviso che, a partire dal livello nazionale, ponga al centro la lotta alle disuguaglianze, il contrasto alla precarietà, le politiche del lavoro che prevedano anche aiuti alle imprese, una politica fiscale che sposti il suo carico alle rendite, la difesa dell’ambiente e dei diritti.

Sulla base del metodo e del programma deve essere definito il perimetro della coalizione, inclusiva e senza pregiudizi.

Quello che sta accadendo a Matera, con la coalizione nata dalle primarie dei giovani, spero possa essere un esempio e costituire l’embrione di una intesa nazionale.

Fondamentale è individuare una classe dirigente che sia un mix fra il nuovo e il passato oltre che garantire  la massima partecipazione ed essere presenti e riconoscibili nei territori.

A questo proposito, è importante che tutti coloro che si riconoscono nell’area progressista diano il loro contributo. Spero che tra costoro ci sia anche Enzo Santochirico.

Molti di noi , fra cui lo scrivente, hanno vissuto periodi di dubbi e difficoltà a riconoscersi in un progetto, ma il DNA difficilmente può essere modificato. E’ il momento di ritrovarsi tutti insieme.