Mancano i dirigenti alla Regione, ma la graduatoria esistente non si scorre perchè c’è qualche faccia che non è simpatica o non è conosciuta. C’è una legge che obbliga per gli incarichi dirigenziali a selezionare dall’interno prima di ricorrere all’esterno , e comunque all’avviso pubblico e alla comparazione dei curricula, ma viene bypassata. C’è dunque una confusione sul tema del personale che fa paura e non c’è ancora qualcuno che abbia deciso quale sia il filo giusto da tirare per slegare il gomitolo. Che tra l’altro, per quelli che provengono dalla Campania, è già scritto nero su bianco dal Governatore De Luca con il concorso per tutti i posti vacanti nelle amministrazioni regionale e sub regionali e nei Comuni che aderiscono alla procedura concorsuale. Per chi dichiaratamente è venuto per riportare la legalità e la trasparenza, la prima cosa da fare è fermare questo continuo ricambio di personale dirigenziale in base al carattere fiduciario che, se va bene per alcune delicate posizioni di indirizzo e controllo, non va bene se applicato alla gestione dei Dipartimenti e degli Uffici. I quali debbono poter contare su figure stabili, provenienti da concorsi e selezionati secondo le procedure proprie della Pubblica Amministrazione. Il caos che esiste nella gestione del personale è unicamente riconducibile alla volontà del passato, anche di quello non recente, di assumere bypassando i concorsi. E di anno in anno, di legislatura in legislatura, siamo arrivati a tenere quattrocento persone che lavorano con la Regione senza essere passati da una selezione pubblica, ma assunte nel nome della gestione dei fondi europei considerata come attività straordinaria e da non fare rientrare negli organici, soluzione unicamente pensata dalla Basilicata.. Mettere fine a questa situazione , con un concorso che non solo premia i migliori ma che legittima anche gli idonei ad incanalarsi nel turn over, è un dovere, oltre che una risposta alla Corte dei conti che da anni stigmatizza un comportamento frutto di una interpretazione larga, larghissima delle leggi sul personale della Pubblica Amministrazione. Nell’ordine, per slacciare i nodi del gomitolo, ci sono lo scorrimento della graduatoria del concorso dirigenziale, un concorso unico per tutte le amministrazioni regionale e sub regionale, la graduale internalizzazione degli eventuali idonei oggi operanti in regime di lavoro interinale. Se queste mosse vengono fatte rapidamente, c’è la possibilità che la nave regionale si rimetta in asse. Se poi la politica non vuole rinunciare alle prassi per lei convenienti, allora continuiamo come sempre, ma non parliamo di meritocrazia da ripristinare Rocco Rosa
LA MATASSA DA SBROGLIARE IN REGIONE
