Ecco, la storia si ripete. Come per la Dc nel 94 la prima cosa che si cerca è regolare i conti interni e cercare di correre in soccorso del vincitore. Non si può spiegare altrimenti l’irreale e indecifrabile conferenza stampa del premier Renzi che sembrava non parlare agli italiani ma a Mattarella, al quale ha praticamente detto di non assecondare la linea che nel pd sta emergendo, e cioè di puntare su un reggente che abbia il compito di portare l’aiuto a Di Maio e continuare , seppure da comprimario, o spalla, a rimanere nell’area governativa. E la intervista che Di Battista ha rilasciato cinque minuti dopo quella di Renzi è stata la pratica ammissione che di questo si è parlato nei giorni scorsi, e che l’avvicinamento tra cinque stelle e pd passa attraverso la messa in un angolo da segretario. Da qui la decisione di Renzi: me ne vado ma non domani, debbo chiudere prima la pratica di quale governo bisogna fare e poi mi presento all’elettorato con delle nuove primarie. Che cos’ha in mente Renzi? Solo il pensiero di non farsi mettere da parte e di condurre eventuali trattative? Oppure un disegno più ambizioso, di chi si fa un partito a propria immagine e somiglianza e da qui ripartire, alla Macron, sul rimbalzo di un probabile fallimento dell’esperienza governativa grillina? Quale che siano le divergenze, conterà il numero dei parlamentari che le varie correnti possono vantare e cioè se la squadra renziana è tale da essere decisiva nell’una o nell’altra scelta. Oggi sembra che mettere insieme un pronto intervento a Di Maio, solo con i voti dei vari Cuperlo, Franceschini, Emiliano o Orlando e quei tre o quattro di Leu sembra poca cosa: Ecco perché Di Battista era nervoso: perché vogliono che Renzi si faccia da parte e che il partito con una faccia nuova giustifichi una alleanza di necessità. Debbo dire la verità: anche a me Renzi è antipatico, ma l’accanimento con cui la grande stampa, gli avversari , gli ex compagni stanno cercando di stanarlo e farlo secco da almeno due anni, mi induce ad una solidarietà verso di lui. Perchè due sono le cose: o la risalita del Paese dalla china non lo si deve a lui e a Gentiloni, oppure la lotta personale per il potere ha un dato di cinismo che è veramente oltre i limiti della decenza. Rocco Rosa
LA MONOTONIA DELLA CACCIA A RENZI
