La vicenda della neonatologia al San Carlo richiede un approccio non emotivo né strumentale. E’ una vicenda che scaturisce dalla mancanza cronica di personale in un settore nel quale i medici sono pochi e oberati di responsabilità che altre figure professionali non hanno o hanno in maniera limitata. Avere a che fare con parti prematuri è un mestiere assai rischioso e che anche nella vita dei medici più bravi ti porta a far conoscere gli ambienti della Procura . Al San Carlo la mancanza di personale medico specializzato è cosa non di oggi, come non di oggi sono i sacrifici che i medici hanno dovuto fare con orari di lavoro che non sarebbero neanche permessi dal punto di vista legale, tipo notte, smonto notte e dodici ore, oppure turni di 3 quattro ore in più. Ma finora si è resistito pensando che la politica prendesse atto della drammaticità e adottasse soluzioni, anche quelle di una riorganizzazione del settore su base regionale. Invece è successo il contrario: la periferia, che è già di per sé sottodimensionata, non si tocca e il centro deve soffrire, così che a non funzionare oggi sono tutti e due le realtà. L’Assessore regionale, che è un pediatra, pensa di aver risolto il problema con il concorso da primario vinto da un suo compaesano, che opera a Chieti. Ma un capo senza soldati non può fare nulla e la questione non si risolve se non facendo un concorso per le nuove assunzioni, sperando che chi lo vince rimanga a Potenza, cosa di cui c’è fortemente da dubitare, visto che nel precedente concorso su sei vincitori solo due hanno preso servizio. Questa è la situazione. L’idea di fare l’interpello era una idea che non avrebbe potuto portare frutto, perchè i giovani qui arrivano solo per un concorso e non già per un avviso pubblico. Che poi ci sia stata una ribellione del corpo medico per un carico di lavoro eccessivo non è con l’inchiesta proposta da un assessore , che il problema si risolve, giacche può capitare che alla fine le responsabilità risalgano più in alto, in chi ha fatto certi turni massacranti e in chi, direzione sanitaria, non ha preso da tempo provvedimenti, anche segnalando per iscritto l’emergenza di un reparto . Col risultato che uno dei medici ha dovuto ricorrere all’Ufficio del lavoro per segnalare la situazione verificatasi. Così come è incredibile la decisione adottata tempo fa dall’Amministrazione di cancellare l’assicurazione obbligatoria ai medici e soprattutto a quelli dei reparti dove il rischio morte è altamente presente: se uno, oltre a fare turni massacranti, per colpa di una politica che non riesce a capire i tempi nuovi di un efficientamento attraverso l’accorpamento delle strutture e dei servizi, deve anche portare il suo stipendio all’avvocato per tutelarsi da denunce, allora vuol dire che siamo in presenza di dirigenti che non conoscono i problemi e non li vogliono conoscere. Lo stesso fatto che si pensa di risolvere la questione con una rigorosa inchiesta interna è frutto di incompetenza : basta prendere i cartellini dei medici in quest’anno per capire che l’inchiesta dovrebbero farla nei confronti di chi, politici e dirigenti apicali, non ha preso le giuste misure ,lasciando marcire una situazione. Rocco rosa
LA NEONATOLOGIA E L’INCAPACITA’ DEI VERTICI DEL SAN CARLO

Un'immagine d'archivio dell'ospedale San Carlo di Potenza in Basilicata. ANSA/