Da qualche anno in qua l’Unione Europea si è fatta intransigente sul rispetto dei tempi di spesa dei fondi e non è più disposta a consentire né proroghe né rimodulazione degli investimenti per finalità complementari. Ne consegue che le Autorità regionali che sovrintendono agli investimenti sono oggi investite di responsabilità maggiori nel vigilare sul rispetto della tempistica e nell’aiutare i soggetti attuatori a velocizzare l’intervento. Le cause dei ritardi si accumulano quasi tutte sulle opere del fers i cui investimenti in strutture ed infrastrutture comportano tempi di progettazione e di autorizzazioni all’opera che prendono quasi i due terzi dello spazio temporale di programmazione europea. Pesano soprattutto le gare di appalto , alcune con procedura europea, che richiedono tempi e spesso si inceppano in cavilli legali che finiscono con il riverberarsi sulla Giustizia civile ed amministrativa. E però questo non basta a giustificare sempre il ritardo. A volte in alcuni uffici manca la percezione del timing connesso a questo processo e si arriva sempre sotto sotto a vedere che i tempi stanno scadendo e che occorre darsi da fare per non perdere i soldi, come purtroppo è avvenuto in passato per cifre anche considerevoli. Vale ricordare a questo proposito che alcune sezioni italiane della Corte dei conti hanno cominciato a considerare danno erariale l,a restituzione dei soldi all’Unione Europea, sul principio che l’Italia come Paese membro dell’UE partecipa alla costituzione dei fondi e , nella ripartizione deve trovare la sua parte da spendere. Se questa parte non si spende, l’Italia ha realizzato una perdita che ,appunto, si configura come danno erariale. Di fronte alla cui contestazione, non vale per i dirigenti portare la scusa che tutti gli strumenti non dipendono dalla sua volontà . Nell’accettare l’incarico, senza averne precisato i limiti, egli si fa carico della piena responsabilità del processo, indipendentemente da chi può materialmente aver perso tempo. Ecco perchè occorre subito una messa a punto degli strumenti che sono di commissariamento, di messa in mora e di avocazione della pratiche laddove si dovesse constatare una inammissibile perdita di tempo, oltre che di organizzazione della struttura pubblica, soprattutto riguardo al sistema delle gare e degli appalti.
LA NUVOLA DEL DANNO ERARIALE SUI RITARDI NELLA SPESA DEI FONDI EUROPEI
