PIETRO SIMONETTI
In questi ultimi giorni ci sono state in tutto il mondo manifestazioni per fermare la guerra in Palestina, la distruzione di Gaza e le azioni di rivalsa di due estremismi che agevolano le destre e puniscono le popolazioni:donne,uomini e bambini.
Una storia che da tempo interessa una zona del medio oriente che da tanti anni doveva essere pacificata:due popoli, due Stati.
La guerra va avanti per il piacere dei governanti israeliani che non vedevano l’ora di demolire, bombardare,invadere.
Le vittime contate fino a questo momento indicano la disparità’ delle forze in campo, degli armamenti e dell’esito.
Ovviamente per cancellare l’informazione sul campo gli israeliani hanno dovuto oggi abbattere un palazzo, con preavviso per gli abitanti, cosa non accaduta per altri.
Prima era toccato alle ambulanze, agli ospedali. L’odio armato fa carriera tra poco sara’il turno delle culle e degli asili nido:meglio prima che dopo.
Mentre avviene tutto questo in Basilicata non un cenno di reazione, al netto della rete, non un sit in, un appello, una qualche richiesta di blocco della guerra o di pace. Una bandiera da alzare.
La pietà’ momentaneamente è morta per qualche impegno diverso non rinviabile.
