Riaprono le palestre, riaprono le discoteche, ma l’apparato pubblico sembra si sia addormentato sui comportamenti dettati dalla pandemia, con una risposta ai cittadini termini di efficienza che è esattamente come ai tempi della grande paura, quando non si sapeva come combattere il virus, non c’erano né cure né vaccini e il solo modo di difendere era  disperdere le folle. La pandemia ha peraltro dettato agli stessi cittadini comportamenti più consoni e più diligenti, come è dato di constatare ancora oggi davanti si singoli negozi  con code che competono per senso civico con la tradizionale condotta civica degli inglesi. Detto questo però non si può abusare della situazione e scadere con la scusa della pandemia in disservizi che si ritorcono contro l’utenza e contro i diritti di ciascuno.  Si deve non solo ripristinare le funzionalità precedenti ma anche lavorare per recuperare i ritardi nei servizi. La sanità, con le sue liste d’attesa,  ha fatto sì che si incrementasse il ricorso ai medici privati e mentre le prenotazioni nel pubblicano sono rarefatte e scadenzate all’infinito, nel privato funzionano che è una meraviglia. Ora , la capacità degli amministratori, di enti o di aziende pubbliche, si vede dai cambiamenti che  riescono ad apportare per migliorare il rapporto con i cittadini. Da un lato la pandemia ha consigliato un maggiore incremento delle relazioni digitali, del ricorso ad internet, della comunicazione on line ( che interessa una larga fascia di persone) dall’altro non si consolida questo nuovo sistema con una messa a regime valida per tutto il territorio, così che ognuno ha le sue regole, ognuno ha i suoi orari, ognuno ha i suoi tempi di prenotazione. Il front office tradizionale per alcuni servizi è sparito e la gente non sa a quale Santo rivolgersi per rappresentare la propri situazione. E quindi gli amministratori tutti, da quelli regionali a quelli municipali, si impegnino a lavorare non solo per il ripristino integrale dei servizi ( ci sono molti enti dove ancora si ricorre allo smart working, che sarebbe una bella cosa se i servizi fossero documentati nella loro resa e non stabiliti senza criterio)  ma per un surplus di efficienza che da domani possa garantire con minore affollamento una maggiore quantità di servizi erogati. Questo significa affrontare il post pandemia. Sull’efficienza ora si deve accendere una competizione virtuosa, con proposte, best practice, applicazioni digitali, semplificazioni: ogni Sindaco, ogni presidente di ente, ogni manager di asl o di ospedale che si  cimenti su questo terreno , semplificando la vita al cittadino, è  un amministratore che suona la  carica  e non la resa. rocco rosa