La querelle sul centro di dialettologia è finita come era logico che finisse. Un progetto così importante per la basilicata non poteva essere messo da parte a rischio di far passare questa Amministrazione regionale come iscritta al filone di chi sostiene che con la cultura non si mangia. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Attività Produttive-Formazione-Cultura-Lavoro Francesco Cupparo, ha approvato il Progetto di Dialettologia a cui seguirà la Convenzione con l’Unibas, che resta l’unico referente istituzionale del progetto, per la prosecuzione delle attività e il coinvolgimento di 7 ricercatori per 18 mesi, con una spesa di circa 300 mila euro per gli assegni di ricerca.. Questo individuare l’università come uniico referente dimostra però che quando qualcuno osa mettersi contro la burocrazia regionale esce sempre perdente, che abbia titoli o no, che sia animata da passione o no, che sia valorosa o no. Se l’escamotage è di fare un accordo con l’Ateneo anzichè con il Dipartimento o la Facoltà, interessata, resta il fatto che l’Ateneo non può non rimettere al centro della ricerca chi di quella è titolare, ridandole la dignità che le è stata erosa dal combinato disposto di arroganza burocratica da una parte  e difesa debole dal versante delle autorità accademiche interessate  e da quello dell’opposizione consiliare, che non si sono scaldati più di tanto, nella logica del tanto peggio tanto meglio.. Non so se la questione è sanabile, ma resta il fatto che tutto quello che è stato costruito sinora porta una sola e chiara firma, che è quella della Del Puente.E non riconoscerlo sarebbe un delitto di tipo morale ed etico.
Nel sottolineare che “la delibera rilancia l’attività di ricerca in materia di dialettologia e mette fine ad ogni polemica strumentale” l’assessore Cupparo ricorda che il percorso fatto è quello suggerito già dall’inizio  e cioè che la proroga  di un anno, come è stato ripetutamente richiesto, non avrebbe invece consentito di portare a compimento un progetto complesso così come è stato formulato. La ricerca richiede infatti tempi e modalità di svolgimento che la nuova convenzione con l’Unibas definirà nei dettagli, garantendo la scientificità degli studi.
Da parte della Regione pertanto c’è la conferma della volontà di proseguire questo tipo di attività culturale. Se qualcuno aveva dubbi e manifestato proteste, in alcuni casi con toni decisamente irrispettosi dell’istituzione regionale, adesso deve ricredersi dando prova di onestà morale”.
Cupparo esprime, inoltre, la propria soddisfazione “per il rapporto di collaborazione tra Dipartimento e Unibas che anche con la convenzione che sarà firmata a breve si consolida e che certamente avrà ricadute positive per il rafforzamento della cooperazione tra le due istituzioni e quindi delle attività culturali e di ricerca. Continuiamo a guardare alla nostra Università – conclude – come opportunità di formazione dei giovani, di occupazione e di sviluppo socio-economico”.