BY ROCCO SABATELLA

 

Anche la Lucania juventina potrà trovare nel quinto scudetto consecutivo appena conquistato dalla Juve ulteriori motivi di soddisfazione. Ed il merito appartiene al policorese di nascita Simone Zaza dalla scorsa estate diventato un giocatore dei bianconeri dopo le ottime perfomances con la maglia del Sassuolo. E Zaza, si badi bene, ha avuto un ruolo assolutamente non secondario nella rincorsa dei pentacampioni di Italia. Non solo sotto l’aspetto squisitamente tecnico di cui ci occuperemo dopo. Ma soprattutto perché Zaza ha avuto il  merito di sapersi inserire alla grande nell’ambiente bianconero. Inteso come gruppo di giocatori e di staff tecnico, ma anche riuscendo ad entrare con la sua innata generosità nelle simpatie dei tifosi della Vecchia Signora. Infatti lo zoccolo duro della squadra bianconera che conosceva e frequentava il lucano nella nazionale di Conte lo ha accolto benissimo avendone già apprezzato le qualità umane e tecniche. E non si sono affatto risparmiati nel continuare ad elargire all’attaccante di Policoro tutti i consigli utili alla sua ulteriore crescita. Poi Zaza ci ha messo del suo perché è riuscito a risaldare il suo legame di amicizia con tutti gli altri giocatori della Juventus. In particolare con Morata e Dybala con i quali è entrato in sintonia completa. Insomma Zaza, anche grazie al suo carattere estroverso, si è integrato nel mondo bianconero come meglio non poteva. E a conferma della graniticità del gruppo guidato da Allegri va annotato anche il comportamento tenuto da Zaza. Pur desiderando fortemente, come qualsiasi collega, di  avere la possibilità di giocare con più frequenza, Zaza ha accettato tranquillamente il ruolo di quarto attaccante della Juve ma mettendosi in testa il proposito di sfruttare tutte le occasioni che gli sarebbero state offerte da Allegri. E in quale modo ottenere ciò? Attraverso  il massimo impegno nel  duro lavoro quotidiano degli allenamenti, seguire i suggerimenti dei tecnici e dimostrare di aver recepito  quale fortuna gli fosse capitata nell’andare a giocare nella squadra che sta dominando e che dominerà ancora per lungo tempo nel calcio italiano. Con prospettive forti anche in Europa. Per avere la conferma di tutto questo, basta guardare quello che succede quando la Juve segna una rete: il primo che si tuffa  letteralmente in campo dalla panchina per andare a festeggiare il compagno che ha fatto gol è sempre Zaza. E addirittura a Firenze Simone si è fatto praticamente mezzo bordo campo di corsa per andare ad abbracciare Morata che aveva segnato la rete del successo della Juve sulla Fiorentina. Beccandosi addirittura l’ammonizione per il prolungamento dei festeggiamenti. Ma il giocatore lucano ha convinto tutto lo staff tecnico non solo con il comportamento, ma soprattutto con le prestazioni in campo. E quando all’inizio abbiamo parlato di ruolo non secondario nella conquista del quinto scudetto non abbiamo sicuramente esagerato. Uno dei gol più importanti della stagione o forse il più importante lo ha segnato l’attaccante lucano: è successo nella sfida allo Stadium con il Napoli quando la partita sviluppatasi sul filo dell’equilibrio è stata spaccata in due dal prepotente guizzo di Simone Zaza che ha battuto Reina. Non solo per i tre punti, ma questa rete segnata agli azzurri campani ha avuto altri significati non meno decisivi: aver minato le certezze del Napoli che stavano guidando il campionato da diverso tempo e aver rafforzato ulteriormente le convinzioni della Juventus nel puntare al quinto titolo consecutivo. Come poi puntualmente verificatosi. Ma Zaza si è reso protagonista anche in altre occasioni. Per intanto è, insieme a Morata e Dybala,  l’attaccante che ha segnato in tutte e tre le competizioni a cui ha partecipato la Juve. Ha segnato in Champions contro il Siviglia, in campionato ha una media realizzativa altissima rispetto ai minuti giocati e in Coppa Italia è stato anche decisivo. Segnale evidente della sua innegabile crescita tecnica e tattica e di quanto sia stimato anche da Marotta e Paratici che nel mercato di gennaio hanno rifiutato la bella somma di 27 milioni di euro offerti dal Crystal Palace per portarsi in Premier il bomber lucano. E i tifosi bianconeri possono perdonare a Zaza anche la frase detta dopo la partita con il Carpi “di avere avuto in questa stagione molta pazienza” per avere giocato poco. Con la risposta piccata di Allegri di “averne lui avuta di più di pazienza”. Probabilmente si può fare salva la buonafede di Zaza che non aveva minimamente intenzione di muovere una critica al suo allenatore, ma semplicemente attestare la sua grande voglia, forse con parole non appropriate, di un maggior minutaggio per sfruttare il suo momento di forma.