Ci sono voluti quasi due anni per capirlo, ma speriamo che si sia capito: le regole del Nuovo Ordine mondiale sono spietate, non si fanno prigionieri, solo competizione, profitto ad ogni costo e violenza. Dalla fine della seconda guerra mondiale mai si è assistito ad una barbarie come questa, ancora più dolorosa perché non nascosta, anzi rivendicata. Il genocidio del popolo Palestinese perpetrato a Gaza è una drammatica verità ma anche monito per quello che ancora può avvenire: c’è chi come Trump sta costruendo una nuova narrazione del mondo. Una narrazione sbilenca, sgrammaticata ma efficace, preparata da decenni di informazione fallocca, che si alimenta di un quotidiano di “fake”, da un esercito di barbari digitatori, da servi prezzolati dell’informazione, da una tecnologia controllata in larga misura da potentati tecno/finanziari schiavi del potere, o meglio, essi stessi potere dominante. Ci sono voluti due anni e finalmente anche “i dormienti” sembrano svegliarsi e va bene anche così, anche se spesso dal profondo dello stomaco qualcosa urla: ma dove c…. eravate prima? Ma va bene, la tragedia è di una tale portata che anche i politici, che fino a ieri tacevano sembrano risvegliarsi (più o meno), siano accolti senza eccessivi mugugni. Onore e merito per quelli che sin dall’inizio avevano tenuto acceso il lume di un pensiero critico, ai tanti comitati, associazioni, liberi cittadini che si sono mossi spesso tra l’indifferenza generale e che tenendo botta hanno contribuito a questo risveglio. Ma questa lentezza di reazione ci dice in maniera chiara che i tempi di costruzione delle coscienze si sono amplificati in maniera inversamente proporzionale alle informazioni (deviate) a cui accediamo. Ma va bene, basta che si metta fine alla mattanza. Le metafore più rappresentative della attuale fase storica cominciano ad essere le serie televisive sugli Zombie, I dormienti, gli affamati, spesso migliori degli umani sopravvissuti che si dedicano alla loro caccia, “Walking Dead” docet, sicuramente c’è più verità in Netflix che in alcuni Talk di servi con il volto brufoloso. Il biondo “che non deve chiedere mai” spadroneggia e l’Unione Europea, rivendica come una vittoria l’accettazione senza adeguate contromisure di dazi al 15% dei prodotti provenienti dall’Europa e destinati al territorio statunitense. Non è il dato economico che mi preoccupa tanto (anche se peserà e non poco sulla qualità del welfare) ma il fatto che l’Europa accetti la narrazione paranoica del presidente USA che, tra annessi e connessi, contiene bambini trasformati in hamburger e mangiati dai democratici e dai Clinton, messicani mangia cani, un clima che si va raffreddando e non surriscaldando, risorse illimitate e, vedrete, arriveranno a proporvi inalazioni di benzina per curare l’asma. Si dà credibilità ad una idea di mondo paranoica, fatta di complottismo e suprematismo dove l’uso della forza e della sopraffazione verso i più deboli è l’unica pratica politica conosciuta. La politica degli stati persegue, intanto, l’obiettivo dell’annientamenti dei reietti, con l’esaltazione della guerra come “igiene sociale” di triste memoria, con una riproposizione delle teorie del reverendo Malthus nell’ottocento, una politica della miseria per chi non obbedisce, la politica è sempre più miserabile nella propria inutilità, nei suoi rappresentanti che per esprimere un giudizio su uno pseudo accordo devono leggere prima le carte manco si trattasse di un processo. Viviamo in un quotidiano fatto di violenza verso i meno fortunati, con monumenti all’ingiustizia come i CPR che puntellano i nostri territori, nel mito della razza e della competizione, nella gentrificazione delle città, nelle politiche di smantellamento dello stato sociale, ma aumentano gli investimenti nella fabbricazione di armi. E tutto torna, purtroppo.