di ROCCO PESARINI

 

 

 

La nuova Amministrazione Comunale dovrà ripensare Potenza come una Città Giardino.

Per amor del vero, la definizione non è mia ma di Pino A. Quartana (direttore della rivista Potenza Review) ma mi piace molto e, di conseguenza, la adotto.

Perché Potenza è città di montagna, è citta a vocazione chiaramente “verde”.

Parco Montereale, Villa di Santa Maria, Villa del Prefetto (di “competenza” provinciale), Parco del Seminario, Parco dell’Europa Unita (a parer mio, una delle opere più geniali realizzate a Potenza negli ultimi 50 anni), Parco Baden Powell (ancora di “competenza” provinciale mia pare), Sant’Antonio La Macchia e, dulcis in fundo, Parco Fluviale del Basento (son sicuro che la “cascatella” diverrà negli anni uno dei simboli della nostra città).

Parchi già esistenti cui aggiungere il futuro Parco della Poesia di Piazza Albino Pierro.

Parchi cui aggiungere (sogno mio e di tanti altri potentini) il Parco della Torre Guevara con abbattimento di quel casermone bianco di cemento che ne occlude la vista a chi arriva da Via Pretoria.

Parchi ai quali si sarebbe potuto aggiungere il tanto sognato Parco della Città nell’ex area della Cip Zoo.

Insomma piccola città, nemmeno 70mila abitanti ma tanto verde, tanti parchi, tante zone adibite alle attività all’aria aperta.

In tanti altri posti, in altre città, forse avrebbero giù studiato ed elaborato un modo per mettere “a sistema” tutto questo “verde Ben di Dio”. A Potenza non è stato fatto.

Qualcuno vede (forse a ragione) nel Parco Fluviale del Basento un possibile “attrattore turistico” per la città: un posto dove realizzare eventi culturali o magari legati alla pesca. Ipotesi interessanti che credo meritino attenzioni.

Ma è il concetto di Città Giardino che deve essere sviluppato e messo a regime dalla futura amministrazione comunale come opzione di sviluppo per un’intera collettività.

Sia pensando ai fruitori più immediati, i cittadini potentini, che vivrebbero quotidianamente il proprio verde; sia volgendo lo sguardo verso possibili fruitori legati a piccoli ma significativi target turistici.

Cosa si potrebbe fare per iniziare a realizzare la Potenza città Giardino?

Beh tra le tante che personalmente immagino, solo a titolo esemplificativo:

  1. Momenti di convivialità ed intrattenimento per le famiglie, eventi a tema, ritrovi di associazioni, attività e gare sportive all’aperto, proiezioni cinematografiche e spettacoli teatrali
  2. Sistema di trasporto locale appositamente studiato per i parchi
  3. Possibilità di aprire o incrementare, nel pieno rispetto della tutela ambientale e della normativa di settore, attività ludiche, ricreative e aggregative

E il tutto dovrebbe confluire nel Programma di Potenza Città Giardino che stagionalmente dovrebbe esser approntato dall’assessore competente al ramo con associazioni, cittadini, rappresentanze di quartiere, esercenti.

E come per il centro storico, anche qui il bilancio comunale dovrebbe prevedere specifici fondi a destinazione vincolata per la progettazione, lo sviluppo e la realizzazione di quanto pianificato e programmato.

Ovviamente anche qui c’è bisogno di uomini, mezzi, fondi e tanto lavoro (di concertazione, di coordinamento, di condivisione).

Ma anche su questo tema e sulla capacità di amministrarlo e governarlo al meglio, si gioca la partita amministrativa della Potenza che vorrei nel prossimo quinquennio.

Ci leggiamo (se vi va) al prossimo capitolo – il quarto – de la Potenza che vorrei.

Sempre (in)distintamente vostro.