DI LEONARDO PISANI
Underdog è un termine inglese che indica un atleta, oppure una squadra, dato per sfavorito dai
pronostici nell'ambito di una gara sportiva.
Diciamolo pure, in questa gara per la nomina a Città Italiana dei Giovani 2024, la città di Potenza è
stata considerata da molti un Underdog, tra i suoi competitors c’erano città molto più grandi, come
Catania, peraltro con un sindaco appartenente alla medesima compagine del Presidente del
Consiglio, o Pisa famosa in tutto il mondo per il suo patrimonio artistico”.
L’iniziativa è nata come ha raccontato lo stesso Sindaco Guarente, lui stesso un Underdog,
almeno alla vigilia delle scorse elezioni, a seguito di una proposta giuntagli dall’associazione Extra,
è andata avanti affidata ad un’altra indubitabile Underdog: l’Assessora Vittoria Rotunno,
espressione di una forza politica di maggioranza che è risultata spesso schiacciata dalla
“esuberanza” delle altre forze politiche.
Eletta nelle file di quello che una volta era il partito “IDEA”, qualche difficoltà iniziale, Vittoria Rotunno viene nominata Assessore, alle deleghe alle Pari Opportunità e alle politiche giovanili,
successivamente si è aggiunta quella alle Attività Produttive.
La Rotunno è una tessitrice, triplamente Underdog, perché donna, perché estranea ai circuiti borghesi della “gente bene”, perché esponente di un partito minore, attualmente è la Segretaria
provinciale di Noi Moderati; costretta a muoversi dietro le file, a fare ma senza ostentare troppo, a correre in surplace, senza far rumore, in attesa del momento giusto per fare lo scatto. Solo una Underdog poteva pensare fuori dagli schemi, costruire uno schema di gioco nel quale ogni giocatore avesse possibilità di esprimere il gioco dando valore alla squadra, sapendo delegare e condividere, solo una donna poteva concepire un approccio basato sulla cura degli altri. La Potenza degli Underdog a volte è questa, è saper attendere, saper costruire, continuare a giocare la partita con gli occhi fissi sulla palla senza perdere tempo.
Le voci interne alla sua stessa maggioranza che annunciavano il certo fallimento di questa
iniziativa con la sicumera di chi millanta di avere accesso a “canali riservati” ora cercheranno di
ritagliarsi un raggio di luce. Del resto, che dire del Segretario Regionale del suo stesso partito che
finora, e mentre scrivo sono fioccati fior di comunicati stampa, non ha trovato la forza di fare quello
che l’abc della politica avrebbe suggerito, rivendicare pubblicamente un merito alla propria
assessora e, per suo tramite, al partito.
La Potenza dei Giovani di per sé è un titolo da Underdog, quando mai le istituzioni, la politica
hanno guardato al mondo giovanile con lo sguardo aperto alla comprensione, con un minimo di
autentico interesse?
A proposito di Underdog, magari ora non più, ma anche un altro player importante di questa partita
può essere considerato tale. Il coordinatore dell’iniziativa, quell’Ing. Antonio Candela che da zero –
non è neanche potentino- è riuscito a costruire una realtà di importanza regionale nel mondo della
comunicazione, dell’editoria digitale e no, dei servizi partendo dal mondo dell’università, quindi dal
mondo giovanile.
L’Underdog, quello di cui si dice “ma questo chi è?” sussurrando a mezza voce “Ehh chissà a chi è
legato!”, quando emerge, quello a cui si ricorre in caso di bisogno, con cui si intessono relazioni
per utilità ma che si ritiene sempre un “estraneo” e di cui sotto sotto, con un filo di godimento, di
attende un eventuale fallimento.
Eppure, sarebbe bastato poco per capire quanto la cosa che il gruppo stava costruendo era
importante, sarebbe bastato mettere il naso, anche distrattamente, nella Galleria Civica cittadina
durante l’Open Space Lab tra il 29 e il 30 giugno del 2023, respirare l’aria, guardare le facce,
ascoltare le voci, per comprendere la portata straordinaria di quel che si stava facendo.
Il destino degli Underdog è quello di correre contro i pronostici, è quello di essere ignorati
sistematicamente da chi potrebbe dare una mano, è quello di poter contare solo sulla forza di sé
stessi, quella forza che, nel disinteresse dei tanti che blaterano vuotamente ogni giorno di giovani,
porta ragazzi ad aggregarsi per fare musica e non solo, ad avere la forza e la meravigliosa
presunzione della giovinezza per chiamarsi Orchestra, offrendo a se stessi e alla città intera una
possibilità di crescita quella si, affatto maldestra.
E siamo arrivati al punto.
Nonostante il disinteresse, nonostante gli ostacoli, i tentativi di sgambetto, la Potenza degli
Underdog ce l’ha fatta ma il titolo non basta, al netto della pietosa, piccola, miserabile corsa per
intestarsi un ruolo o per scattarsi una foto, bisognerebbe provare per una volta a mettersi al fianco
dei formidabili corridori di questa staffetta per sostenerli.
Troppi distratti, troppi “invidiosi”, troppa gente impegnata a guardare il proprio riflesso nello stagno
innamorata di sé e di null’altro per guardarsi attorno e cercare davvero di provare a capire, per
provare ad ingaggiare sé stessi e gli altri.
I partiti, magari distratti dalle imminenti elezioni, non riescono ad andare oltre all’idea di farsi una
foto tanto per attestarsi la presenza e in qualche caso neanche quello.
Distratta una parte della cosiddetta società civile, quella che si muove e si mobilita sbandierando
grandi ideali e amore di patria, ma solo quando è parte in causa e porta bandiera, diversamente
diventa distratta se non golosamente in attesa del fallimento per poter dire poi, avete visto? Ah, se
ci fossimo stati noi al posto loro! Questa volta gli è andata male. Potenza ha vinto e non resta loro
che qualche battuta sarcastica e un’occasione persa per fare.
Fortunatamente gli Underdog sono under, ma soprattutto sono dog, e come i cani, sono tenaci,
leali, formidabilmente resistenti alla fatica e la pressione giovanile che si coagulata su questo
progetto si vede e si sente, e non si disperderà.
La nomina a Città Italiana dei Giovani 2024 è un vero upset, uno stravolgimento, a vincere è stata
la forza dei giovani potentini (e non solo), nato dalla capacità di ingaggiarli non vuotamente, come
inutili comparse della passerella del venditore di saponette politiche di turno, ma chiedendo loro di
essere la voce della proposta, la mente delle idee.
Buon 2024 a Potenza con l’auspicio che questa nomina sia solo l’inizio di un percorso positivo per
la Città e per i suoi giovani.
