Tutti pronti a fare gli economisti del kaiser e a dire che occorre investire in lavoro e non in sussidi, ma se non ci fosse strato il reddito di cittadinanza avremmo avuto la rivoluzione. Un provvedimento che non ha retto alla prova dell’occupazione ma è diventato nella pandemia una rete di protezione contro il terremoto sociale ed economico che ne è derivato. Eppure, nonostante gli effetti mitigatori di quella legge si siano riscontrati in ogni parte del territorio, andando a coprire i nuclei più esposti alla povertà, ancora la propaganda di destra si accanisce contro questa misura, considerata improduttiva e dispendiosa. Bisogna dire anche che non giova al futuro di questa legge la rigidità dei cinque stelle circa un possibile cambiamento di indirizzo, e cioè una virata del provvedimento verso il passaggio dal sussidio al lavoro, che non può essere il sentiero senza uscita dei navigators, figure che non servono certo a procurare il lavoro se non quello proprio, ma la strada di un investimento  forte verso la creazione di occasioni di lavoro. In altre parole, una modifica legislativa del provvedimento, dovrebbe andare in due direzioni : la prima in un incentivo alle imprese alle assunzioni in questa platea di disoccupazione per almeno un triennio da sommare ad altri incentivi dello stesso tipo ( vedi quelle messo in atto dall’assessore Cupparo per gli over 35)  , la seconda finalizzata alla creazione di cooperative di produzione e lavoro per la manutenzione cittadina, il verde e la pulizia .  Qui bisogna essere capaci di non farsi irretire in una risposta burocratica, fatta di formazione che serve a mantenere i formatori, ma recuperare le buone prassi dell’apprendistato in edilizia e nel verde , in maniera da avere in sei mesi personale formato per sopperire ai lavori di pubblica utilità. I comuni dovrebbero essere messi in grado di utilizzare l’affidamento diretto degli appalti dei lavori di manutenzione ( salvo verifica e controllo della qualità di esecuzione)  e godere di quegli interventi atti a corredare queste cooperative dei mezzi idonei al lavoro. In conclusione , se si vuole evitare che questa misura sociale degradi verso la pura assistenza, bisogna trovare forme di incentivazione o verso chi il lavoro lo produce o verso una produzione autonoma di lavoro sotto forma di cooperative che si inseriscono sia nel pubblico che nel privato . Mettiamo insieme i soldi che dovremmo dare a ciascuno per cinque anni e indirizziamoli verso una autonoma assunzione di responsabilità a tradurre quegli incentivi in occasioni nuove di lavoro. Qui PD e cinque stelle dovrebbero sperimentare un modo per rendere produttivo il reddito di cittadinanza, segnando un punto contro quelli che mirano a lasciare indietro gli ultimi in nome di un ‘economia privatistica che vuole correre sfruttando il lavoro fino al midollo. Lo stesso fatto che molte imprese , sopratutto nel turismo e nei servizi, non trovano più gente da spremere come limoni per 20 euro al giorno negli alberghi o nei ristoranti  è da considerare come un successo del legislatore, contro lo strisciante schiavismo che dai campi di pomodoro si era trasferito, prima della pandemia, nel commercio e nei  servizi  del nostro come di altri territori. Rocco Rosa