Il Sud ha cambiato il panorama politico italiano e ha imposto con la forza del voto i suoi nuovi protagonisti che sono i portatori della delusione e della rabbia da un alto, e il rappresentante dell’egoismo  territoriale dall’altra. Non c’è una lettura regionale da fare, perché questo voto nel Sud è come la nevicata del 56, copre ed uniforma tutto il Meridione sotto una coltre bianca che, sotto le stelle, simboleggia la voglia e la speranza di cambiamento.  Nessuna eccezione, nessun risultato difforme, non nella Puglia di Emiliano che  , né nella Basilicata di Pittella o nella Calabria di Oliviero. Tutto uniforme: i cinquestelle al Sud hanno fatto cappotto, prendendo in mano l’Italia che sta peggio, quella del non lavoro, quella dei giovani, quella di chi contesta l’arroganza, il clientelismo, la mancanza di opportunità e la mancanza di merito. Scompare a questo punto anche il discorso sulla scissione della sinistra: se anche si fossero presentati insieme, il risultato non sarebbe cambiato, a parte qualche seggio strappato in condizioni particolari, come in Basilicata. Così come viene archiviata la presenza di Berlusconi , il cui sforzo di arrivare al 40 per cento, così bene organizzato mediaticamente, ha finito solo col far esaltare la figura del suo concorrente interno, diventato il vero Dominus dello schieramento di destra. Un salto generazionale che ha coinvolto tutto il Paese, in nome delle due nuove esigenze poste in cima alle priorità: più lavoro al Sud dove si sta male e più sicurezza al nord dove si sta bene.  La svolta c’è ed è tale da preoccupare i mercati e i partner d’Europa. La cosa peggiore che si possa fare è cedere al panico e all’allarmismo e agevolare un percorso di cambiamento guidato e sorretto. Tornare al voto subito  , con una nuova legge elettorale, rischia di essere una soluzione poco praticabile e di mettere i cinque stelle in condizioni di fare una maggioranza qualunque. Qui ci vuole freddezza e lungimiranza perché la sola cosa che necessita in questo momento è evitare la saldatura tra i cinque stelle e la Lega, saldatura che darebbe una spinta decisiva verso il buio della repubblica.