ROCCO ROSA

E’ stato uno spettacolo superiore alle previsioni, segno che la Rai ha fatto tesoro di questa sua triennale esperienza in basilicata e si è adattata al metodo delle massaie lucane di saper trarre il meglio da quello che passa il convento, nel senso che mentre  i grandi artisti  a fine d’anno corrono lì dove i portafogli sono gonfi e si balla in luoghi esclusivi, ci sono professionisti storici e nuove leve, comprese quelle bravissime di casa nostra, , capaci di fare del Capodanno Rai un evento sempre nuovo e sempre migliore. Al di là delle consuete annotazioni sul calore dei lucani e sulla loro capacità di  rispettare un evento anche dal punto organizzativo-comportamentale, va sottolineato che la manifestazione è entrata nelle case degli italiani portando un prodotto eccellente, con buona musica, bella gente, e una scaletta graduata come quei botti delle feste patronali , con un inizio lento e compassato e un finale vivace e travolgente. Un presentatore che ormai ha preso confidenza con queste manifestazioni e che ha saputo portare il tutto con sobrietà e ritmo, senza sdolcinamenti , con parole essenziali e con una spontaneità di chi si sente veramente padrone di casa. Un Super Amadeus che si colloca come uno dei presentatori  più professionali che ci siano sul mercato. E sopratutto una squadra di tecnici che sa fare miracoli e che ogni anno riesce a portare un palco sempre pià vivace, colorato e ricco di satrumentazioni d’0avanguardia. La Basilicata ne è uscita benissimo, senza interventi di amministratori, ma con quelle immagini che serpeggiavano dovunque, dentro e fuori il programma e con quegli interventi della Barra da tanti angoli del territorio che hanno fatto sembrare il programma una di quelle cartoline  mosaico dove c’è il meglio di tutto. Una grandissima operazione di marketing che però non chiude ma apre il discorso su quello che abbiamo fatto vedere nel senso che una delle prime cose che insegnano alle scuole di pubblicità è che non bisogna edulcorare il messaggio e non renderlo veritiero, altrimenti diventa controproducente.  Una persona che viene in basilicata dopo aver visto quelle immagini si aspetta di vedere dei borghi puliti, delle strade senza rifiuti, dei servizi che siano l’essenza stessa delle vacanze, un personale in linea con un turismo internazionale e culturale, una qualità alta della ricettività. E si aspetta di  vedere che Tricarico  non sia a fianco di una trivella, che Potenza abbia un’aria respirabile e non debba subire il puzzo di petrolio, che Bernalda e il metapontino non  abbiano problemi di sicurezza, che la differenziata venga fatta bene e dovunque, che le strade per arrivarci non siano costeggiate ai due lati da rivoli di rifiuti., Così, non per guastare la festa di questo 2018 aperto in maniera eccezionale, ma per ricordare a tutti che il 2018 è un anno di lavoro coerente con quello che abbiamo fatto vedere. Dicono che noi lucani siamo di parola. Proviamo a dimostrarlo, a cominciare dal grande lavoro che bisogna fare e quest’anno su Matera e Potenza, la prima perché si mette in vetrina, la seconda perché possa uscire dallo scantinato in cui versa.  Buon lavoro e cercate di mantenere fede a quello ceh avete fatto vedere.