E’ sempre stimolante dialogare con Gianfranco Blasi, anche se a distanza e su fogli diversi. Avrei ospitato volentieri il suo garbato dissenso dalle opinioni espresse da me in ordine all’errore di fondo (o meglio, a quello che penso sia l’errore di fondo) che il presidente Bardi sta commettendo e cioè di pensare di risolvere il tema della macchina burocratica semplicemente annettendo direttamente sotto la sua persona gli uffici più importanti. Gianfranco Blasi , che è sempre stato attento e puntuale nel suo ruolo di consigliere regionale e anche di funzionario pubblico, non ha però colto il senso del mio suggerimento. E cioè che se la macchina ha le quattro ruote lacerate, puoi mettere i migliori piloti che arrivano da Napoli o da Roma, ma la macchina continuerà a non muoversi e che prima si va dal meccanico e prima ci si rimette in moto. Dicevo questo perchè una buona organizzazione funziona a) con le deleghe assessorili e la ripartizione dei compiti b) con gli uffici coperti da dirigenti di ruolo e da funzionari. La ratio della legge è che fiduciariamente si possono prendere un massimo del 10 per cento dall’esterno, e che il resto deve essere personale di ruolo. Ebbene, e non è certo una critica a Bardi, dall’epoca di Michetti ( 1985-1990) non si fa un concorso da dirigenti, anzi non si fa un concorso ,punto e basta, se si eccettua quelli fatti dal Consiglio regionale con la Presidenza Folino.. Eppure si è riempito la regione di personale precario, prima con le società interinali, poi con l’assunzione a contratto di collaborazione di funzionari. Molti dei quali sono stati una vera fortuna per la Regione perchè preparati, dotati di forte professionalità e che hanno piano piano sostituito, nella funzione (e non nel ruolo), il personale esistente, parte proveniente dallo stato e dagli enti disciolti e parte risalente alle assunzioni degli anni 80, e quindi quasi tutti pensionati. Quindi se c’è una critica, questa è rivolta a chi ha fatto passare un terzo di secolo senza mettere in campo un concorso da dirigenti, al punto che si e no arriviamo al 40 per cento dei dirigenti di ruolo rispetto all’organico. Come si può lavorare in questa maniera? Semplicemente come si sta facendo alla Presidenza: inseguendo i problemi più urgenti e affrontando un giorno si ed un altro pure una situazione di emergenza. Con le conseguenze di correre di qua e di la a mettere una pezza, a salvare una situazione, oppure a fare un’ordinanza con l’indicazione di servizi che in Basilicata non esistono ( vedi i bar degli aeroporti). Proprio anticipando al massimo la stagione concorsuale, il presidente Bardi ha l’occasione storica. a) per dimostrare che, contrariamente a quanto hanno fatto gli altri, lui è persona capace di far avanzare il merito e di portare avanti concorsi all’insegna della serietà assoluta, b) che è stato l’unica persona ad affrontare con coraggio il tema dei precari e a stabilizzare una fascia di personale che di fatto regge la macchina regionale, senza essere di ruolo , nonostante lavori da quindici anni in regione. Quanto alla dirigenza passata, sarei sconsiderato se la mitizzassi in toto , senza fare la distinzione tra chi ha saputo essere concreto attuatore degli indirzzi politici, mobilitando i Dipartimenti , creando spirito di gruppo e motivando il personale, e chi ha guidato gli uffici con la testa rivolta all’alto, pronto a scodinzolare verso i potenti di turno e a fare il tiranno verso i sottoposti. Sono cose che conosciamo tutti : difetti degli uomini,ma anche difetti del sistema che privilegia i portatori di voti e non i fabbricatori di sviluppo. Tutto questo passato può essere messo alle spalle, solo che Bardi voglia prendere di petto la situazione, chiamare un’agenzia per mettere su la macchina concorsuale e ridare agli uffici nomi e responsabilità. Mi piacerebbe poter dire che il nuovo corso incomincia da qui. Rocco Rosa
LA REGIONE CON LE RUOTE A TERRA
