A mia memoria , non è capitata mai una situazione politica nella quale la Basilicata fosse etero diretta, come succede ora. Il combinato disposto di un Presidente che viene da fuori e di due partiti che sono commissariati ha creato una perversione nel circuito decisionale, per cui il territorio è escluso dalle scelte che lo riguardano. Bardi la Basilicata l’ha vista da piccolo, Moles se n’è andato dopo gli studi e Liuni ha appreso solo in questi giorni che la Basilicata è quel territorio che circonda Matera. E questi tre decidono su tutto in base ad una configurazione astrale che li ha messI al centro dell’universo lucano. Questo triunvirato gioca appartato, non ama riunioni di partito e mantiene a distanza lo stesso corpo istituzionale, cioè gli eletti alla Regione , che poi sono quelli che materialmente sono andati a cercare i voti. A mia memoria non ho mai visto una situazione nella quale, alla vigilia di importanti decisioni come quelle sul petrolio, i gruppi di maggioranza non si riunissero per organizzare una linea comune di pensiero, trovare indicazioni operative e condividere scelte. I consiglieri di questa legislatura sembrano componenti dell’assemblea dei soci di una SPA. vengono chiamati a ratificare quello che il consiglio direttivo ed il CEO hanno deciso e sono importanti e coccolati una volta all’anno, quando debbono approvare il bilancio. Personalmente potrei fregarmene di questa situazione , se non fosse per la constatazione che, se si riduce l’importanza del ruolo di rappresentanza, si riduce anche il peso decisionale dei territori e la volontà dei portatori di interesse. Si dirà: ma anche Bardi è stato eletto dai lucani!. Si ma in situazioni del tutto eccezionali e nella spartizione nazionale tra i tre leader del centro destra. Non è stato scelto dal popolo, ma da Berlusconi a cui è legato, a cui è grato e a cui risponde. E’ una logica diversa, che , introdotta in risposta ad una emergenza, si sta proponendo come modello politico nel quale i territori vengono di fatto commissariati da Roma, con personaggi che venendo da fuori hanno mani libere e ampia libertà di decidere in base ad interessi che non sempre coincidono con quelli degli elettori. L’opposizione di centrosinistra non è da meno .Mentre ZingarettI sta cercando un commissario per la Basilicata, Renzi aspetta la Leopolda per rivelare il suo piano organizzativo che va versobil commissario unico nazionale di nome Matteo. Con il che c’è da chiedersi , quando votiamo, a chi diamo veramente la delega : se a corregionali o a connazionali. Italia bella e trasformista! rocco rosa
LA REGIONE DEI COMMISSARI
